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12 febbraio 2010 5 12 /02 /febbraio /2010 07:59

...


 

 

 

 

CONTEMPLAZIONE

 

 

 

Essere il Nulla

Ma esserlo totalmente,

ascoltare una moltitudine di voci

e non sentire niente.

Essere mani senza braccia

Pensiero senza confine

Nell’eco infinito di un dolore

Di pietra posata a schiacciare rimorsi,

a nascondere rimpianti.

 

Essere il Nulla,

pienamente.

 

 

 

 

2000
M.A

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Maria Attanasio di Napoli
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10 febbraio 2010 3 10 /02 /febbraio /2010 07:54
"Nemmeno Dio può cambiare il passato."
Agatone


A noi non resta che ricordare le vittime non solo del genocidio delle Foibe,ma anche aprire gli occhi su quanto accade oggi nel mondo.
Riflettere sulla disumanità dell'uomo sull'uomo.
Ancora oggi il mondo è devastato da guerre che non hanno senso.
Ancora oggi ci sono popoli che vengono sterminati senza che l'opinione pubblica mostri interesse.
Ancora oggi l'uomo abusa dell'uomo.
Popoli si sollevano contro altri popoli,si armano in prevesione di future guerre.
Nel giorno della Memoria in onore delle vittime delle Foibe,bisogna ricordare le vittime che la stupidità,l'arroganza,la distorta interpretazione di precetti religiosi,le missioni di "pace",il tentativo di esportare la democrazia,l'immolazione di qualcuno cui è stato promesso il paradiso,faranno oggi.
Maria Attanasio
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Maria Attanasio di Napoli
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9 febbraio 2010 2 09 /02 /febbraio /2010 10:28

...

 

 

 

 

Quando arrivi

 

Ma se poi io mi siedo e ti aspetto

col cuore in allarme

coi polsi che battono uguali alle tempie...

 

ma se poi davvero tu arrivi

con le scarpe nuove nei passi veloci

io che dico senza voce

emozionata ed emozionabile ancora

come se non ti conoscessi già

da più di metà della mia vita

ed ancora mi sorprendi

e mi ridi sulla pelle e mi solletichi

idee che fanno girare in tondo

e poi ritornare gli anni ed i giorni

che poco senso hanno

senza te.

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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8 febbraio 2010 1 08 /02 /febbraio /2010 08:05
bambini2.jpg 

Carnevale

 

 

 

 

Metti ordine nei miei pensieri

Prenditi tutto il tempo che vuoi

Quello che puoi spendere per me

Che ti regalo silenzi in onde medie

E parole come coriandoli

Per questo eterno Carnevale

Ridere e godere un giorno su mille

Tanto poi si può ricominciare

Sempre e ancora

Fino a quando poi la Morte

Ci ruberà gli occhi

Ci fermerà le mani

Ci chiuderà la bocca e sarà tempo

Di zittire il dolore

E sarà luce nell’ombra

E orma del tuo corpo ancora sul mio letto.

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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6 febbraio 2010 6 06 /02 /febbraio /2010 22:34

 

Mi ricordo che

andavo a scuola

da piccola

veloce come il vento

puntuale per lasciare

quel vuoto di casa

e spesso Marilena

la mia compagna

direi mia innamorata

mi dava il suo panino

saltando il pranzo.

La sera era bella invece

perché arrivavano

a grappoli

sudati di risate e

sesso rapido

ex alunni

della zia

per chiedere

aiuto per il greco e

intanto gorgogliavano

parole e mi sentivo grande

e ora che grande sono

guardo quei giorni sdraiati

sul petto

e li centellino come

l'ultima tazza di caffè

che non bevo

ancora tutta.

 

Gli occhi sono sgranati

come quelli di ieri.

 

Tinti Baldini

 

 

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Maria Attanasio di Napoli
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5 febbraio 2010 5 05 /02 /febbraio /2010 23:32
Al mattino mi svegliava l'odore del caffè
e di solito non volevo andare a scuola
era dolce poltrire nel letto
poi la voce arrabbiata di mia madre
mi apriva all'incognita della giornata.
Non mi piaceva particolarmente la scuola
anche perchè allora non sapevo
che era quello il periodo più bello della mia vita,
ma mi piacevano i libri i mercati ed i dischi
tutti quelli che non potevo comprarmi,
mi piaceva,ancora oggi se è per questo,
andare per cimiteri
cercavo le lapidi dei giovani
per attaccarmi alla vita.
A casa mia madre
metteva pranzo e cena insieme
con amore,mentre nio padre bestemmiava
fumando Nazionali senza filtro e senza danno.
E si sentiva nell'aria un'atmosfera elettrica
come quando sta per arrivare un temporale,
ora so che non era normale,
provare terrore prima che accadesse qualcosa.
Certo che anch'io ho pensato alla morte
sicura della mia immortalità
e come tutti ho sviluppato dipendenze,
ma sto imparando a curare la pagliuzza nel mio occhio
poi si vedrà-

maria attanasio


5 febbraio'10
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Maria Attanasio di Napoli
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4 febbraio 2010 4 04 /02 /febbraio /2010 08:40

...

 

 

 

Meglio non sapere

 

 

 

Meglio non sapere

mettersi le gambe in spalle ed andare

seguendo rotaie mentali

cercando amori già finiti

da collezionare come impedimenti

alle felicità possibili da archiviare

tra i ricordi.

 

Meglio non sapere

ma non dormire sugli allori mai

cavarsi il sangue se serve

mettersi genuflessi sui ceci

a pregare l'infinito che diventi

consistenza tipo manna dal cielo

che ci sfami che ci rallegri

come una risata inattesa

come sorpresa come cascata nel deserto

fuori e dentro.

 

Meglio non sapere

continuare a parlare e riempire

silenzi imbarazzanti in cui potrei anche

rinascere e non morire,

scoprirmi attesa e arresa ad una tregua

accettabile in giornata

dalla mia stessa vita,

magari fuori c'è il sole

ed io ci metto la pelle

appena appena scoperta,

e metto gocce nell'acqua,

medicina per ritrovare la memoria

di me che pure ridevo spesso

anche di quello che non capivo

però mentivo poco allora

ed un po' mi divertivo.

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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3 febbraio 2010 3 03 /02 /febbraio /2010 08:46

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Immaginifico

 

 

È come un vento caldo africano

che lasci sabbia del deserto su tetti delle case,

fastidioso ma si può sopportare.

È quello che volevo dirti amica mia,

ma milioni di strati di piombo

mi turbano la voce,

e poi tu se troppo stanca per ascoltare.

È come me,mi somiglia così tanto

che riesce a farsi scudo delle mie colpe

e si abbandona nei miei occhi,

quasi ci gioca.

È come un bambino innocente

fino a prova contraria,

tu lo vedi biondo e paffuto

ma lui è l'uomo di domani

ladro o gentiluomo

questo lo deciderà l'ombra

del suo sorriso appena sorriderà

al giorno nuovo.

È come una madre antica e di oggi

che prova ad immaginare ogni dolore

del suo ventre sospeso e sorpreso,

quel suo frutto insapore per gli altri

che soltanto lei riesce a respirare,

a sentire peso sulle labbra dischiuse appena

caldo sciogliendosi in bocca,

questo figlio distratto dalla vita,

che ti volti appena

e si è caricato di tutti i tuoi anni

che si fa beffe di tutti i tuoi sbagli

per rifarli uguali.

È sentire il dolore prima che arrivi

è sentire il profumo prima di vedere i corpi,

è tentare di capire la Morte prima che cali la falce

è credere in Dio prima di averne paura,

è amare l'amore per quello che vale

è chiedersi il colore degli occhi di una donna

che non smette di cantare,

è quel chiodo di carne caldo nel cuore

e quel chiodo di ferro che ci sfigura i polsi

e la mente,continuamente,

sono io che non so chi sono

e spesso mi scrivo e mi sfido.

 

Maria Attanasio

 

 

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Maria Attanasio di Napoli
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30 gennaio 2010 6 30 /01 /gennaio /2010 10:38

 

Perdo te

nell'innocenza delle risposte

se non ascolto nemmeno le domande

e per distrarmi guardo foto

di gente sconosciuta

e penso che mi piacerebbe

conoscerne i nomi,

inventarmi le storie

di quelli che ogni mattina

prendono il treno con te

senza sorridere,tentano di recuperare

il giorno nei minuti

che li separano da quel lavoro

(benedetto quando c'è)

uguale a ieri.

 

Perdo te

nelle foglie cadute dagli alberi

che non restano a lungo

sui marciapiedi,

il vento le riavvia a nuove imprese

scritte e taciute

ed io penso

che vorrei conoscere le orme

dei quelli che ti passano accanto

quando non sei con me,

capire dalla forme delle scarpe

la strada fatta e la strada da fare,

vorrei mettere punti e virgole

ai tuoi discorsi

mentre ti perdo e lancio una monetina

nel pozzo dei miei desideri,

se resto con te è per dividere i pensieri

e perché mi hai insegnato

a guardare nello stesso modo

i corvi e le rondini,

e mi hai capito

togliendomi dalla mano destra il bicchiere

senza costringermi a mentire

a darti ragione di ogni sospetto inutile.

 

Perdo te

per averti fino in fondo

perché vivere è tentare di invecchiare in due

ed accettare i passi più lenti

le incertezze delle mani

e la paura del domani,

io vivo oggi,sono qui che respiro

e mi conto i battiti del cuore

per allegria

e ritrovarti dentro una risata

e possederti fin dentro gli occhi

e perderti nei miei e nei tuoi rimpianti

e riaverti per quello che sei

una volta ritrovato

sano e salvato dal mio castigo

che è la malinconia,

fa ciò che vuoi.

 

Maria Attanasio

 

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Maria Attanasio di Napoli
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29 gennaio 2010 5 29 /01 /gennaio /2010 12:18
Se Dio esiste,
allora tu sei tra le sue braccia.

Non c'è traccia
nella mia mente di divinità
presenti,
ma nell'anima e nel cuore sì.


Dedicata all'amica scomparsa da poco di Tinti .
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Maria Attanasio di Napoli
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