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2 gennaio 2010 6 02 /01 /gennaio /2010 22:19

2010Maria

Volto di luna nuova
ti vedo allo specchio
e quel ritratto
prende parola
veleggia dall'ombra
e mi prende i polsi
li solleva e ballo.


Tinti


SONO CONTENTA...
maria

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Maria Attanasio di Napoli
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1 gennaio 2010 5 01 /01 /gennaio /2010 00:49
Che vi sia più lieve la vita,più dolce il tempo che passa.
maria attanasio


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Maria Attanasio di Napoli
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31 dicembre 2009 4 31 /12 /dicembre /2009 09:00

 

 

 

Vorrei rivolgere a tutti i lettori del blog di Maria che con la sua passione e onestà di pensiero tanto ci ha donato

un augurio per il 2010 .

 

 

 


Questa poesia di Neruda, è un sorta di decalogo,
certo la conoscete, ma un ripasso può essere utile

DESIDERATA
di Pablo Neruda

Passa tranquillamente tra il rumore e la fretta, e ricorda quanta pace può esserci nel silenzio.

Finché è possibile, senza doverti abbassare, sii in buoni rapporti con tutte le persone.

Di' la verità con calma e chiarezza; e ascolta gli altri, anche i noiosi ed ignoranti; anche loro hanno una storia da raccontare.

Evita le persone volgari ed aggressive; esse opprimono lo spirito. Se ti paragoni agli altri, corri il rischio di far crescere in te orgoglio ed acredine, perché sempre ci saranno persone più in basso di te o più in alto di te.

Gioisci dei tuoi risultati come dei tuoi progetti.

Conserva l'interesse per il tuo lavoro, per quanto umile; è ciò che realmente possiedi per cambiare le sorti del tempo.

Sii prudente nei tuoi affari, perché il mondo è pieno di tranelli. Ma ciò non acciechi la tua capacità di distinguere la virtù; molte persone lottano per grandi ideali, e dovunque la vita è piena di eroismo.

Sii te stesso. Soprattutto non fingere negli affetti e neppure sii cinico riguardo all'amore; poiché a dispetto di tutte le aridità e disillusioni esso è perenne come l'erba.

Accetta benevolmente gli ammaestramenti che derivano dall'età lasciando con un sorriso sereno le cose della giovinezza.

Coltiva la forza dello spirito per difenderti contro l'improvvisa sfortuna. Ma non tormentarti con l'immaginazione. Molte paure nascono dalla stanchezza e dalla solitudine.

Al di la' della disciplina morale, sii tranquillo con te stesso. Tu sei un figlio dell'universo, non meno degli alberi e delle stelle; tu hai diritto di essere qui. E che ti sia chiaro o no, non vi è dubbio che l'universo ti si sta schiudendo come dovrebbe.

Perciò sii in pace con Dio, comunque tu lo concepisca; e qualunque siano le tue lotte e le tue aspirazioni, conserva la pace con la tua anima pur nella rumorosa confusione della vita.

Con tutti i suoi inganni, i lavori ingrati ed i sogni infranti

è ancora un mondo stupendo.

Fai attenzione.

Cerca di essere felice.

Pablo Neruda

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Maria Attanasio di Napoli
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30 dicembre 2009 3 30 /12 /dicembre /2009 09:06

...

…è per questi momenti…

 

Vien giù una pioggia leggera

che si riflette nelle luci della sera

e fa caldo ed è inverno

tutto passa veloce sul vetro

la pioggia come una lacrima

la risata di un bimbo

come una bomba inesplosa

e non so che dire

suonano roche tutte le parole

di vento di sabbia di sole

il sangue lento

il sangue veloce

e la notte le bugie allo specchio

e l’amore distratto

e quello che non torna indietro

nemmeno se regalato

è per ogni bacio negato

per ogni sorriso schivato

come fosse pietra

e l’innocenza del bello

e la colpa dell’ingiusto

è per certi momenti

per questo sapore tra i denti

di sabbia e scontento

questo guizzo improvviso del cuore

che riprende il suo battito

come dopo una corsa

è per questi figli sorpresi

dall’incanto e dallo sconforto

della vita che gli soffia contro

lacrime e risate in una volta sola

e poi ancora

è per questi momenti così

che la solitudine è un debito

che pago volentieri alle parole che arrivano

a farmi gioconda e giocoliere

senz’altra ambizione

che sentirmi il respiro

è per questo che vivo.

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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29 dicembre 2009 2 29 /12 /dicembre /2009 15:49
cuore1-copia-1.jpg

Madre,

mi hai resa fertile come terra

e padrona di ogni sorpresa,

di ogni tragedia,di ogni gioia.

Madre,terra arata

dal fiore di campo in poi

quanta è stata la fatica

e l’angoscia di ogni attesa,

 il tempo corre

i minuti non passano mai

mentre aspetti i tuoi figli

e chissà in quali occhi arrancano,

dov’è che stanno cercando

un’identità

che non sia la tua dolce catena.

 

Madre,

terra d’approdo

e mai di fuga,sei stata fiato nel fiato

e grano sacro di ogni preghiera,

rimorso costante la sera

quando non arriva sonno clemente

a mettere fine

alla corsa del giorno,

senza requie il passato ritorna

con le ombre lunghe

nella notte,mette pesi e misure nuove

su quello che ho perso,perdendoti,

pianta chiodi nuovi nel petto

il passato,e ti cerco ancora.

 

Madre,

terra fertile,terra mia

dove sono arrivata ad essere femmina

e donna ,madre e per sempre figlia,

non si recide mai nessun cordone,

c’è qualcosa di più forte del tempo che passa

del dolore ,della morte,

della mancanza del tuo corpo

nel mio spazio:

è il cuore madre, questo muscolo lento,

questo pugno di sangue in fermento,

questo vaso di cristallo ancora da riempire

questo volo di farfalle che non so capire,

questo cuore ti cercherà sempre.

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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23 dicembre 2009 3 23 /12 /dicembre /2009 18:02

Auguro un sereno Natale a tutti gli amici che hanno la bontà e la pazienza di seguirmi in questo progetto.
Voglio ringraziare in particolare Massimo Reggiani per la pazienza e la grande passione che anima il suo Cantiere Poesia.
Marcello Plavier,per la simpatia.
Claudio Pompi perchè è buono e cortese.
Flavio Zago,grande poeta ed anima dolce.
Pier Luigi Ciolini,perchè lo immagino(e sono sicura che lo è)uomo dolcissimo.
Aurelio Zucchi,poeta grande.
Renzo Montagnoli,un maestro.
Cristina Bove,una finestra aperta sulla mia anima.
Tinti Baldini,perchè tra le tante incombenze che ha,sopporta le mie tristezze e supporta le mie scarse ambizioni.
Sandren perchè è unico.
Un pensiero particolare ad Elena ,mamma di Silvia,che con la sua testimonianza di fede mi sta portando verso un nuovo modo di concepire la vita e la morte.
Grazie a tutti di esserci .
Grazie  alla dolce signora Mimma Luise che ogni tanto coi suoi commenti mi mette in riga ,con una dolcezza infinita.
Un saluto a Francescafutura con l'augurio di essere sempre serena.
Un bacio a Gioia ,che con il suo blog,non passa giorno che non mi faccia sorridere.
Chiedo venia se dimentico qualcuno,a proposito un saluto agli amici del Giardino dei Poeti,ed al sito Poetare.
Vivete bene.
maria

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Maria Attanasio di Napoli
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22 dicembre 2009 2 22 /12 /dicembre /2009 19:49

Tema:

La mia famiglia all’ora di cena.

 

 

Nella mia famiglia di solito si cena alle venti.

Siamo in quattro io mia sorella più grande e i miei genitori.

Spesso quando ceniamo, è accesa la TV, sintonizzata sul primo canale con le notizie del Tg.

Da un po’ di tempo mio padre preferisce non sentire le notizie, dice che lo deprimono, gli mandano di traverso anche quel piatto di pasta che si dovrebbe concedere a pranzo e non a cena.

A mia madre piace essere informata su tutto e litiga con mio padre perché o toglie l’audio, oppure si mette a commentare tutto quello che sente e gli viene da dire anche delle parolacce e mia madre allora lo rimprovera dice: ”Ma ci sono i bambini”di solito mio padre non risponde e continua a commentare dice che gli sembra di essere ritornato ai tempi di suo padre, di quando lui era bambino e ogni volta che bisognava comprare qualcosa i suoi facevano conti su conti per poi rimandare l’eventuale spesa.

A me sembra che l’atmosfera della mia casa sia un po’cambiata, vedo mio padre preoccupato quando non è arrabbiato, lo sento parlare con mia madre quando sono nella mia stanza, e sento che molti suoi compagni di lavoro rischiano il posto, in realtà non so bene cosa significa rischiare il posto ma non deve essere una cosa buona se mio padre arriva a bestemmiare cosa che fa rarissimamente.

L’altra sera, la cena non era pronta perché la mia mamma ha fatto tardi perché le è toccata una supplenza in un paese a 40 km, da casa nostra e fortuna che ci è andata altrimenti dice avrebbe perso altri punti in graduatoria.

A volte quando mi dice di studiare con serietà poi scoppia a ridere e dice:”Luca se devi fare l’Università,fanne una che ti faccia lavorare presto, anche se non ti piace,altrimenti fai come me che amando la letteratura ho fatto Lettere e Filosofia,e non sono né letterata né filosofa,ma precaria:”

Sinceramente non so nemmeno quello che vuol dire precaria, ma cosa buona non è visto che mio padre che è Ingegnere dice spesso alla mamma”Materia scientifica dovevi fare almeno mandavi il cervello all’estero e non stavi qui ad aspettare una telefonata”.

Io da grande voglio fare il bambino mi sa che mi conviene perché ho sentito mio padre dire :”beati loro che non capiscono niente,almeno per ora”.

A volte a cena con noi c’è anche mio zio fratello di mia madre.

Zio Aldo è un tipo molto divertente che studia medicina e sa tante cose.

Quando cena da noi di solito, litiga con mio padre,ma in senso buono,mio papà dice che lo sputerebbe in un occhio ogni volta che pensa per chi ha votato ,e che se non fosse suo cognato nemmeno lo farebbe sedere a tavola,perché sono le persone come lui che rovinano l’Italia.

Io non so quello che di grave ha fatto zio Aldo anzi lui dice che una volta laureato vuole andare in Africa ad aiutare i bambini poveri,mio padre dice” col cavolo che vai ad aiutare i poveri,tu non sai nemmeno cosa sia la povertà e quando finalmente avrai questa laurea tant’è se ti fanno curare i polli di batteria”.

Lo zio ride,ma la mamma si arrabbia molto e toglie i piatti dalla tavola, anche se non abbiamo finito

Quando poi a cena vengono, i miei nonni materni è una tragedia.

Mia madre ci fa lavare e vestire come se dovessimo andare a cena fuori e invece si resta a casa,

mio padre credo che abbia in antipatia nonno Mario perché lo chiama quando non c’è “l’uomo Lego”perché mio nonno ama ripetere spesso che si è costruito la sua fortuna pezzo per pezzo.

Credo che sia ricco perché fa dei magnifici regali e non solo a Natale,e spesso dice che a suo figlio potrebbe comprare non una ma dieci lauree.

Quando ci sono i nonni mia madre fa le cose in grande e si mangia davvero bene,papà dice che è l’occasione buona per mangiare senza il rischio di avvelenarsi.

Quando poi i nonni vanno via, sento i miei genitori litigare perché mio padre proprio non lo sopporta il nonno,e la mamma dice che potrebbe almeno fingere,ma lui dice che il nonno ai suoi occhi rappresenta tutto quello ch di sbagliato c’è nella nostra società,che non paga le tasse,ha gli operai in nero e assume persone straniere senza nemmeno metterle in regola e che lui non lavorerebbe con il suocero nemmeno se morisse di fame.

Allora mia madre comincia a difendere il nonno e dice che tutti i grandi imprenditori fanno più o meno così,che per lavorare e far lavorare bisogna fare delle scelte anche ingiuste.

Mio padre le risponde”è com’è che non ti fai comprare un bel posto da insegnante invece di fare supplenze da una vita per niente?”

Mia madre urla che la sento, anche se non vorrei che lei è un idealista ed è contenta così.

Poi prepara a mio padre il letto in soggiorno.

Mi sa che preferisco quando ceniamo da soli.

Anche se negli ultimi tempi mio padre commenta e commenta e vorrebbe spegnere il televisore per cenare in santa pace,poi invece dice che dobbiamo tenerci informati e che le notizie devono provenire da più fonti altrimenti nemmeno ci accorgiamo che ci stanno mangiando il futuro.

Io non lo so se davvero c’è qualcuno che per cena mangia il futuro degli altri.

Se c’è, deve essere molto cattivo e poi che sapore può avere il futuro,come si può mangiare qualcosa che non c’è.

Deve essere un’idea stramba di mio padre che negli ultimi tempi è ancora più nervoso,penso che lo stare in mobilità,come dice lui,non sia proprio una cosa buona,non di certo per il suo umore.

Si può scrivere che all’ora di cena la mia famiglia non è più serena?

Sono andato fuori tema,come al solito,vero Maestra?
Luca D.

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Maria Attanasio di Napoli
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21 dicembre 2009 1 21 /12 /dicembre /2009 08:06

...

 

Canto di Natale (a modo mio)

 

 

Ho mani e gambe doloranti

A forza di buttar giù Babbo Natale dai balconi

Per liberarli dal vischio e dalla transumanza

Dall’allegoria di canti e stelle inutili

All’evento

E pure il gelo contro

Ché  è notte fonda e mi si ghiaccia l’avvenire

Ed il sorriso stentato.

Eppure corrono i pensieri in cerca di un senso

Della spiegazione al perché per tradizione

Ci si debba indebitare fino al prossimo Natale

Al fine ultimo e non solo di dare a tutti

Un regalo da scartare la tavola imbandita

E un cuore nuovo ma non vero.

 

Però negli occhi scuri dei ragazzi neri

Fermi agli angoli delle strade in cerca

Del prossimo schiavista che gli dia lavoro

Giornaliero e l’illusione di essere parte del mondo

C’è il gelo del passato che non tollera presente

Né futuro e nelle orecchie non hanno canti

Né cori di angeli celesti

Ma come stalattiti di gelo

Oppure le onde increspate del mare burrascoso

E la dolcezza della laguna innevata

Nemmeno li sfiora.

 

Che la speranza non sia neve

Che il vento non porti solo passioni passeggere

Che i treni veloci arrivino in stazione

Che gli uomini possano tornare dal lavoro stanchi ma vivi

Che i sorrisi non siano falsi e le ferite già guarite

E le spalle coperte i piedi caldi

E le mani libere da ogni tremore,per tutti.

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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19 dicembre 2009 6 19 /12 /dicembre /2009 08:38

...

Attesa

 

 

Nessuna attesa vale il tempo

che resto impietrita

dietro una finestra.

 

Mia madre aveva grandi mani

cariche delle attese dei figli,

alla fine quello che le rimase

fu un respiro corto

ed il tempo per chiamarci

uno alla volta.

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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18 dicembre 2009 5 18 /12 /dicembre /2009 08:00

...

 

Tempo

 

C’è un tempo per ridere,ma non ridiamo più da tanto.

C’è un tempo per lavorare,ma il tempo lavora contro.

C’è un tempo per la giustizia,ma per qualcuno la giustizia si compra.

C’è un tempo per il pianto ed i morti li stiamo contando.

C’e un tempo per gli affari e si stanno arricchendo .

 

C’è un tempo per costruire e sulle macerie stanno ballando.

C’è un tempo per capire ma le idee si stanno annebbiando.

C’è un tempo per essere giovani ma la gioventù è male profondo.

C’è un tempo per essere vecchi e lo stiamo scontando.

C’è un tempo per la speranza ma la sabbia nella clessidra sta finendo.

 

È tempo di falchi e colombe.

È tempo di pettirossi uccisi a sprangate.

È tempo di padri senza figli e figli persi.

È tempo di madri dolenti e petali sparsi.

È tempo di guerra e missione mai tempo di pace.

È tempo di uomini arroganti e sorrisi stuprati.

È tempo di buffoni di corte che giocano a carte scoperte

sulla nostra vita finanziati dalla nostra pelle.

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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