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15 dicembre 2009 2 15 /12 /dicembre /2009 11:13

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Ogni giorno

 

 

 

C’è una lama che scava

Nel fondo del mio dolore

Cerca implacabile

Qualcosa cui dare un nome,

che sia il ricordo di un estate

con cielo  mare

che si fondono nell’orizzonte

o gli occhi di un uomo

che ha giurato di amarmi

per tutto il tempo che dura l’amore.

Scava la lama e cerca figli

E miti consigli

L’impegno per un mondo migliore

O qualcosa che annienti la rassegnazione

Oppure il profumo del pane appena cotto

In comunione con acqua fresca di sorgente

Perché ci sia voglia ed impegno

Per ricominciare ancora una volta

Ricominciare ogni giorno.

M.A

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Maria Attanasio di Napoli
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12 dicembre 2009 6 12 /12 /dicembre /2009 08:44

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…e via.

 

 

In bocca ho ancora tutte le parole

che non ho detto mai,

allo specchio guardo riflessi di sorrisi

trattenuti a stento.

Tutti prima o poi

troviamo un angolo nel cuore

dove s’addormenta il dolore

per un po’,

cambiamo maschera,

ci proteggiamo dal freddo

e via.

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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11 dicembre 2009 5 11 /12 /dicembre /2009 09:42

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cuore.jpg

 

 

 

 

 

 

Fatica d’amore

 

 

 

 

 

Imparare la fatica di ogni amore

Reso possibile

Da uno scambio di sguardi

Da silenzi invadenti

Come sonno arretrato.

Si fatica ad amare.

Continuando ad aspettare

Un prossimo più degno

Che ci somigli  fino al punto

Di evitare ogni possibile incontro

Perché è fatica l’incontro

E lo scontro.

È fatica l’amore

Più dell’odio

Di ogni possibile rancore

Più del dare

Senza l’attesa di ricevere

È fatica quasi quanto

Il dolore l’amore.

M.A

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Maria Attanasio di Napoli
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10 dicembre 2009 4 10 /12 /dicembre /2009 08:43

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Sei andata avanti

 

Sei andata avanti

per spianarmi la strada

per dire agli dèi di perdonarmi

questa malinconia,

sei andata in un giorno freddo

d’inverno

quando era già stato inferno

sulla terra ogni dolore,

peso enorme ogni rumore

e mute tutte le parole:

io non ho mai saputo cosa dire

ai tuoi occhi sempre più grandi

nel viso pallido e smarrito,

del nostro non dire

tutto avevi capito.

Sei andata avanti

a farmi spazio tra ricordi e rimpianti,

rimorsi e peccati

chissà se condonati

al mio cuore di burro,

a questo pezzo di pane di domani

che è la mia vita

adesso che non chiami.

 

Maria Attanasio

 

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Maria Attanasio di Napoli
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9 dicembre 2009 3 09 /12 /dicembre /2009 08:58

Passano gli anni come frecce ardenti

te li ritrovi sui capelli e nei denti,

passano i figli davanti al tuo specchio

loro sempre più grandi e tu più vecchio.

Passano i nomi e quelli che restano fanno la Storia

milioni di altri  restano senza memoria.

Passano i minuti lenti di ogni attesa

poi  c’è l’incontro e la resa.

Passano i cani in branco e fanno paura

passa lenta la notte della tua cura.

Passano i giorni di scuola

prima degli ultimi poi sempre più sola.

Passano gli anni fecondi

a pensarci bene son durati quanto secondi.

Passano le parole

a volte si sciolgono come neve al sole.

Passano le nuvole,le stagioni

gli uomini le donne ,si nasce incendiari e si muore pompieri.

Passa tutto e quello che resta

dopo un po’pure passa.

M.A

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Maria Attanasio di Napoli
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4 dicembre 2009 5 04 /12 /dicembre /2009 08:36

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L’occasione di un miracolo

 

Così a mani giunte

Fuori dal contesto delle croci d’oro

Delle voci petulanti che fanno da coro

Al canto disuguale del pettirosso

Ucciso a fucilate

Riempite il mitra di confetti rossi

Lasciate i sorrisi alla sincerità

Provate a fossilizzare le luminarie sui balconi

Mettete pane fuori dalle porte

Invece di ghirlande di falso vischio

Pregate che ci sia meno dolore

Prendete la strada vecchia

Ché spesso è ancora la migliore

Modificate il conto in banca a vostro sfavore

Vendendo all’incanto il patrimonio che vi fa ricchi

Rappresentanti di un bimbo scacciato da tutti

Ancor prima di nascere

Ché non c’era albergo locanda o ponte

Capace di accogliere

L’occasione di un miracolo

Nato e morto per Amore.

 

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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3 dicembre 2009 4 03 /12 /dicembre /2009 08:26

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Andare a vento

 

 

 

 

Noi non andiamo a vento

Ci fermiamo statici

A volte

A  contemplare il cielo

Ci sono giorni così vuoti che sembra giusto

Anche morire

E non continuare a consumare i giorni

Come fossero caramelle amare

O zucchero filato a sale

E noi bambini ad un Luna Park

Dell’orrore

Seduti o in piedi

A guardare i treni passare

Anche noi a consumare rotaie.

Perché sforzarsi per trovare

Ad ogni cosa una soluzione

Cambiare la natura degli eventi

Il colore dei capelli

Togliersi gli anni dal viso

Ma non dalle spalle

Restare pigri a guardarsi le mani

Di fronte  ad un’esistenza

Che chiede impegno e dedizione

Perdere tempo fissando il tempo

Come una disgrazia improvvisa

Increduli .

 

 

 

Maria Attanasio

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Maria Attanasio di Napoli
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2 dicembre 2009 3 02 /12 /dicembre /2009 00:08

Ricordi.

mi facevi giochi con le mollette

per  stendere i panni

 

mi facevi ridere e poi spaventare

con racconti di spiriti burloni

 senza nemmeno saperlo

ci facevi da padre

compagno di giochi

e poi d’occasioni

e con gli anni siamo cresciuti

a denti stretti e pugni chiusi

 

e poi andare

e poi i miei versi

e tu sei l’unico che ha sempre creduto

che le parole ci potessero davvero salvare

 

e poi il dolore ed il pianto

di una condanna

definitiva e le mani grandi

di nostra madre da lasciare andare

 

ed il dolore acuto forte

il dolore sempre presente

anche adesso

che ognuno raccoglie i cocci dell’altro

 

fammi spazio

ché arriverò prima o poi

tra un pianto e una risata

ad accucciarmi al calore del fuoco

del tuo camino

prima o poi.

 

M.A

 

 

 

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Maria Attanasio di Napoli
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1 dicembre 2009 2 01 /12 /dicembre /2009 07:59

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Come vorrei…

 

 

Come vorrei amarti ancora

e togliermi dagli occhi

la polvere del tempo che irrita

e fa male a lungo andare

 

come vorrei aprire porte

e braccia ancora e avere voce

e parole a milioni

per dirti tutto ma non la verità

che fa male anche quando si tace

 

e si può vivere di niente

e morire nudi

come si è nati

e soli e gridando

oppure in pace.

 

Maria Attanasio

 

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Maria Attanasio di Napoli
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30 novembre 2009 1 30 /11 /novembre /2009 08:42

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Non sai com’è…

 

Tu non lo sai com’è

che mi siedo e aspetto

che il giorno si perda nella sera

e poi la notte

 

la notte il sonno non arriva

e misuro ogni dolore del mio corpo

per scoprirlo antico o nuovo

ed avere cognizione del tempo

che mi sta ballando addosso

ma tu non lo sai com’è,

 

com’è che si arriva a credere

che il proprio amore sia unico

per poi perderlo tra il pane e il companatico

di ogni giorno nato e morto male,

 

com’è che a parole siamo tutti buoni

ma quando poi c’è da andare

pesano le gambe

e la testa fa male,

 

com’è che la morte ci fa tutti onesti

e indimenticabili e poi dalla cenere

nasce il diamante della risata

ironica della Signora.

 

Tu non lo sai com’è

aprire gli occhi e non trovarsi dentro

la voglia di cominciare il lavoro del giorno,

inventarsi la pazienza e la speranza

mordersi la lingua per non gridare

la rabbia e il senso di sconfitta.

 

Tu non lo sai com’è

ad occhi spalancati

non vedi,

con orecchie giovani non senti

e credendo di essere nel giusto

anche a te stesso menti.

 

Maria Attanasio

 

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Maria Attanasio di Napoli
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