E’ che io non ho una direzione
Viaggio su binari immaginari
E se mi fermo non ci son stazioni
Con volti e nomi
Che poi possa dimenticare
Facilmente.
È la libertà presunta
Che mi rallenta ogni percorso
È la mano sporca che chiede asilo
E trova un silos di merda
E parole vuote come bolle di sapone.
Però con le bolle giocano i bambini
Non i burattini impiccati alle cravatte
Zavorrati dalle borse piene di annunci allucinanti.
È che io non ho un direzione
Viaggio su binari immaginari
Per questo prendo un caffè
Da solo al bar all’angolo
Di ogni dolore.