Da piccola sentivo parlar
di morti ch'eran volati
in cielo come il nonno
e mi metevo al davanzale
per ore ad aspettare
aspettare nuvole bizzarre
o un segno viola nel cielo
oppure una carezza di vento
e a volte sul balcone
non mi sentivo sola.
Fa che mi accada ancora
e che quel freddo d'ossa
sia solo artrosi o
bisogno d'amore.
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Mia cara Tinti, io ancora ci credo e aspetto; e a volte mi succede di sentire carezze sui capelli, leggere come ali di farfalla. Come farfalla questa tua poesia di oggi si posa leggera nel mio<br />
cuore, è bellissima.<br />
Grazie Tinti, anche per le gradite visite da me, apprezzo molto.<br />
frantzisca<br />
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Poesia bellissima,io da piccola pensavo che la morte fosse sonno un po'più profondo del mio sonno bambino.<br />
Da noi si usava portare a vedere i bambini le persone morte,non c'era quel tabù di nascondere la fine ai più piccoli,come c'è ora che sembra che parlare di morte sia poco fine o poco educato,si ha<br />
tutti paura di morire,io ho una paura della morte che è tipicamente egoista,ho paura che ci sia davvero qualcosa dopo,ma che io non l'abbia in qualche modo meritato.a volte penso,perchè mi fa<br />
piacere pensarlo,che le persone care che ho perso siano diventate i miei angeli custodi e devo dire che ultimamente lavorano molto per me.<br />
grazie Tinti per essere parte attiva di questo blog,che anche per la tua partecipazione ha un senso<br />
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