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riflessione di un amico

Non mi e mai importato nulla di quello he gli alri pensavano di me.

Se pensavano qualcosa di buono ,allora c'era qualcosa di cui avevano bisogno.

Se pensavano qualcosa di male ,avevano le loro buone ragioni.

Il problema vero è che viviamo tutti su di una specie di palcoscenico e che lo si voglia o meno bisogna recitare.

Il vivere civile ci impone delle regole non è fine dire a certe person e quello che veranente pensiamo di loro.

Non è bello dire al proprio vicinio  di cucinarsi il cane ,per quanto da fastidio il suo perenne abbaiare a qualsiasi cosa si muova,ma non per questo pensiero mi sento in colpa,io amo gli animali,ma quelli liberi,che magari ululano tutta la notte alla Luna,ma un  loro scopo lo avranno,certo nessuno che gli apra la scatoletta degli ultimi croccantini multivitaminici.

Ho pensato spesso che da quando tendiamo ad umanizzare gli animali le vere bestie  siamo noi:

un animale non sgozza la figlia perchè si innamora di uno che non è della sua stessa religione,oppure uccide i figli perchè,poverino era tanto buono,ma da quando si era separato era un po' depresso ,tanto da meditare  di lasciare alla consorte  strazio e rimpianti,altro che alimenti.

Io penso che quando uno stronzo qualsiasi fa del  male gratuito vada punito e sono talmente poco diplomatico da pensare che la legge del taglione qualcosa di buono lo avesse.

E per quanto sangue è costata la nostra costituzione,penso che ci si sputi sopra con troppa facilità.

Io la mia recita non la voglio fare,voglio permettermi il lusso di dire qello che penso, allora se Califano chiede la legge Bacchelli,perchè si dice indigente e poi nega tutto,chissà quanto pagato dalla rete che lo ha ospitato ,io posso voler dire che questo paese mi fa schifo,alla Merini,che ha scritto cose molto più importanti per dare il sussidio le hanno fatto sudare   le 7 canoniche camice,e lei non andava in giro dicendo di aver sperperato miliardi,anzi mostrava con orgoglio il suo sorriso sdentato ed amava gli uomini per quello che ancora potevano dirle,sempre ammesso che lei avesse  voglia di ascoltare.

Questo è un Paese strano che vive ancora sulle sue macerie,che stanzia soldi per un teatro in un paesino di provincia e lascia crollare Pompei,sarà sempre così .

 

Non mi è mai importato nulla di quello che dicevano di me,e spero di morire di colpo senza dover chiedere niente a nessuno,perchè la bontà fa bene a chi la fa,non a chi la riceve e poi giusto un Amen e via ancora se possibile nel vento ,un vento che ululi così forte da non farmi sentire niente.

 

C.Altieri

 

ps.grazie a Maria per l'ospitalità

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T
<br /> Anche io non amo il teatrino nè la recita nè le maschere ,dico spesso ,anzi quasi sempre quello che penso e in cui credo ,esprimo il mio disagio di trovarmi in un paese straniero ,non mio ,non<br /> deocroso e pulito, manifesto il frantumarsi dei mei sogni ,anche se non mi arrendo ma....spesso il mio dire dà solo un senso di pace a me ma serve poco in quanto sono sempre più numerosi coloro che<br /> ,colti o meno ,potenti e o meno ,doloranti o meno ,negano il vero ,smerdano il giusto e ti comprono di lerciume.Grazie Cari<br /> Tinti<br /> <br /> <br />
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