Siamo dove siamo.
A volte vorremmo essere altrove,certe volte è difficile essere soprattutto dove si è costretti a stare.
Dobbiamo andare avanti,le nostre scelte spesso ci pesano e non possiamo tornare indietro perché il nostro arretrare
farebbe del male anche a persone che non hanno nessuna colpa dei nostri errori,anzi spesso ne subiscono le conseguenze senza che nemmeno ce ne rendiamo conto.
Perché ad un certo punto della mia vita mi sono messa a fare bilanci ,a rievocare passato,a far di conti insomma? Semplicemente per poter rispondermi che non è stato tutto inutile,ed ogni persona con un minimo di cervello funzionante lo fa.
Essere particolarmente sensibile mi ha esposto alla timidezza,alla violenza verbale dalla quale non sapevo difendermi,all’arroganza di chi mi credeva debole e pensava di poter decidere ed agire per me.
Poi ad un certo punto mi sono stufata,ho mandato tutti a quel paese e sono rimasta sola.
La tragedia di mia madre avrebbe dovuto unirci ed invece ha fatto emergere diversità che sicuramente c’erano già prima,ma che lei con il suo amore e la sua devozione verso di noi ,riusciva a compensare:arginava quella parte del nostro essere diversi,consapevole che ci avrebbe divisi,alla fine
Lei stessa spesso diceva che le dita di una mano non sono tutte uguali,appartengono alla stessa mano alla stessa persona ma sono diverse tra loro.
Alla nostra mano è mancato il pollice,come mano non serviamo più a molto.