Amore che avresti meritato di più di questi vuoti di memoria
del passo lento mio di questi giorni che un po' me ne fotto
e sto come alla finestra a guardare,il dolore ci cambia
irrimediabilmente,ed io non sarò mai più come a vent'anni
ed anche tu ma questo non consola ma di certo non mi disamora.
Avrei potuto combattere la noia a colpi di tè con donne pensierose
e preoccupate delle ultima novità sui detersivi migliori
quelli che lavano via le macchie peggiori,ma il sangue mai...
invece son rimasta indietro a farmi di parole con o senza rima
a parlare coi morti nei sogni sola a farmi compagnia
con segni di matita e scarabocchi sul cuore che tu sai
non essere comunque la mia parte migliore di burro com'è
preoccupato quando c'è troppo sole.
E mi son venute idee favolose ogni notte insonne
ma non ho mai preso appunti e son tutte dimenticate
vuote come bolle di sapone,portate via dal vento
come le foglie d'autunno sparse sempre e per sempre
nei viali e nelle poesie,nessuno ha mani da poeta
o piedi da posteggiatore senza averne colpa
senza un briciolo di dolore che sia leggero o pesante
cappotto o mantello,c'è un minuto per tutti
in cui di fronte al vuoto ci si ritrova nudi
come appena partoriti e si deve scegliere se piangere o gridare
ricominciare o prendere una pala e scavare.
Amore che meritavi di più di altre parole e parole ancora
cosa pretendi se io non smetto di cercarti,di più
dei primi fiori del mio giardino del glicine profumato
del mare all'orizzonte e quella falce di Luna che sembra
messa lì proprio da un dio burlone a farci innamorare.
maria
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