
Guardando , a colpo d’occhio, la copertina della silloge di Maria . rossa con le scritte in bianco e quella foto mi sono detta che non c’era titolo migliore ,: quella bimba(Maria stessa) che quasi salta fuori dalla finestra è pane pulito di ieri nell’oggi ,è curiosità mai paga , è vita.. Non sarebbe stato male neanche Attanasio perché sono tutte quelle “a “piene che fanno Maria , donna colma d’amore.
Il prologo è stato poi per me un ritrovarmi e ritrovarla perchè anche io sono sola e ancora viva nonostante.. ma ora non so raccontare mentre e Maria si, senza veli né orpelli , nuda e tersa d’acqua di fonte.
Poi passando ai versi non mi riesce di commentare alcune poesie e lasciare altre ma solo di estrapolare , masticare e farvi sentire ,magari in modo raffazzonato ma molto sentito quello che io ho provato leggendole .Quel sentirsi in guerra anche se il cuore è tenero di burro , immenso come la foresta , quell’ aver bisogno di schernirsi e difendersi ,”umana da morire”è l’essenza di tutto , mi appartiene e credo appartenga a molti di noi che , con le parole in gioco , cerchiamo di afferrare il senso del vivere. Le liriche alla madre amata e tenuta dentro come una perla preziosa sono di grande spessore ma alcuni pensieri vanno oltre , prendono corpo mentre li scorri come ..”sospetto che mi giri intorno folletto dispettoso …” di tal tenerezza da piangere , quelle all’amore (anche se l’amore c’è in ogni verso di ogni poesia) come Al dio d’amore o Amore ancora sono fiumi in piena e traboccano di dolore , di bisogno di pace nel mondo e di dolcezza infinita, permeate spesso d’intenso bisogno ,quasi logorante di imparare a perdonare che è l’unico modo di amare veramente. e di farsi riconoscere in carezze sul viso che cambia. Le persone care ancora qui con lei o quelle che se ne sono andate vengono viste sempre con un tocco intimo( Bea,Dani,Marcello ,Tino ,Claudio ,Zilla) , personale , inaspettato a volte come la poesia a Baldini (Tinti quindi ) o alla mia stupenda Alice. Lei sente l’altro come se fosse dentro di lei e fa suoi amori ,sofferenze ,lutti, gioie e desideri reconditi ,tanto è grande il suo cuore. Mi manchi , non si dimentica e oblio sono per me , per come ora mi sento , i versi che avrei voluto scrivere , sono uno sguardo oltre pulito ,sincero ,incapace di fingere con uno stile maturo , molto personale ,fluente tanto da liberare l’immaginario .”fatti da parte e lascia che passi il corteo del mio dolore….” Molto avrei ancora da dire ma le parole ora appartengono a Maria , sono il suo pane di Lorenza e vanno gustate, assaporate e macinate con cura senza perdere neanche un a capo perché solo così si diventa migliori :Grazie cuore.
Tinti