Immagino che ci sei nella folla col passo svelto e giovane di un tempo
ma nemmeno io ho più vent'anni ed il sangue si fa più freddo facilmente.
Sospetto che mi giri intorno folletto dispettoso alito di vento improvviso
lo so che una forma di consolazione ma almeno non fa male.
Fa male ripensare agli aghi alle tue mani grandi e ribelli
agli occhi che indagavano le mie menzogne come poterti confessare
che ho iniziato a mentirti quando stavi per andare
per altri cieli e nidi,Madre,a farmi disperare ora qui
è il tempo lento che non hai vissuto,le mie folli imprese
che avresti condiviso,la voce delle mie figlie che cambia e tu non senti
i miei occhi che assomigliano sempre più ai tuoi e si fanno vaghi.
Parlami nei sogni ancora io ti ascolterò,la morte si è presa amici
e storie che mi potevano cambiare in meglio
e tu mi avresti amato allo stesso modo con o senza questa solitudine
che mi accarezza e strugge,ma io non fuggo,al dolore nessuno sfugge.
26 giugno 2010.
Maria Attanasio