Lontano...
Lontano da brividi e bruciature
lo stomaco che non resiste
il cuore in fibrillazione
come uno che ha paura
e continuamente si gira
per guardarsi le spalle
salvarsi la pelle
un minuto ancora di vita felice
povera e goduta.
Lontano da me che sono
mio nemico mi sono fatto croce e chiodi
della mia sconfitta senza fede
e senza resistenza alle intemperie
ho creduto di essere vento
e poter ritornare come tempesta
sul mio stesso male.
Lontano ma dentro
tutte le cose io sento vibrare
la voce dei vivi e la memoria dei morti
io sono il fiato nella corsa
dell'alce scampato all'imbecillità
del cacciatore
vado più veloce del piombo
del passato fattosi fucile
per colpirmi di colpe nemmeno pensate
divento il sospetto ed il ragionevole dubbio
di questo tempo dove non c'è più scampo
solo per chi resta vittima
della follia di un attimo.
Lontano dove nessuna luce è cattiva
dispongo le mie carte migliori
e mi gioco la vita
pur di essere ancora viva.
da IL Pane di Lorenza
Maria Attanasio