Sai ,a volte ci sorprendono così
con le mani giunte
ed il volto contratto in una smorfia di dolore
e non sappiamo il nome la storia
di chi ci siede accanto in autobus una mattina
qualunque della nostra vita,
e potremmo per fatalità morire insieme
oppure assistere dal finestrino
al ritorno di fiamma di un amore
fragile nei sedici anni vissuti appena,
potremmo guardare lo stesso albero perduto
nei fumi della città in fermento,
oppure rivolgere diversi occhi
allo stesso raggio di sole
che penetra le nuvole a Novembre,
e non sapere il nome mai
figurati il cognome di chi ci passa avanti
in qualche fila allo sportello della burocrazia
che in fondo ci vorrebbe tutti uguali
registrati in diversi codici fiscali.
Eppure io avrei voluto conoscerti
e toglierti la polvere dalla bocca
soffiarti sulle labbra
parole d’amore a scacciare il terrore
della tua notte senza fine.
Maria Attanasio
14 Aprile 2009