Ah,quello che pensiamo
quando le mani lavorano
su spigoli già noti
e il giorno poco invoglia
all’avventura,
lasciamo segni dei nostri pensieri
su fogli svolazzanti
mentre un’arsura strana
ci strangola la gola.
E i figli tornano
quando è tempo di tornare
nell’intermezzo loro
è l’anima a vagare
tra una pena e l’altra,
ci sentiamo sicure
nel fare nido dei pensieri
accucciandoci in un angolo
del cuore
aspettando che batta più lento.
Per farsi ragione i nostri lumi
hanno bisogno di calma,
di tessere la tela con pazienza
alla speranza rimandare il dubbio
che nulla accada,
altro dolore
non lo potremmo sopportare,
le madri pagano dazio ogni giorno
all’età verde dei figli
mentre il tempo passa veloce
tra i nostri capelli
e c’è quel buco nero
in fondo agli occhi da riempire
con le immagini di questi nostri pezzi
a vagabondare per la vita
e unica grazia chiesta
è che non si facciano del male.
Maria Attanasio