Tu mi raccontavi storie
Sottovoce
Nel tuo dialetto che non capivo
Con disperazione,
eri il mio passato
eri tutto quello
che ero stato
prima che diventassi
sangue anima e morte.
Io non sapevo come chiamarti
Non sapevo che posto darti
Nei giorni che allora
Credevo scorressero lenti
E che adesso cerco
E che se potessi coi denti strapperei
Al passato.
Tu eri un uomo
Dal passato piegato sui campi di grano
Dal sudore dai figli venuti
Quasi per caso
Uno dopo l’altro a darti fiato
In noi ora che non ci sei più.
Ora che il mio nome
È l’eco del tuo nome
Io mi siedo e scrivo
E scrivendo prego
Salvando l’anima dalla disperazione
Per ogni lontananza.
Maria Attanasio
Luglio’93