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Eco di un nome

 

 

 

 

 

 

 

 

                                           

                                                                 Tu mi raccontavi storie

Sottovoce

Nel tuo dialetto che non capivo

Con disperazione,

 

eri il mio passato

eri tutto quello

che ero stato

prima che diventassi

sangue anima e morte.

 

Io non sapevo come chiamarti

Non sapevo che posto darti

Nei giorni che allora

Credevo scorressero lenti

E che adesso cerco

E che se potessi coi denti strapperei

Al passato.

 

Tu eri un uomo

Dal passato piegato sui campi di grano

Dal sudore dai figli venuti

Quasi per caso

Uno dopo l’altro a darti fiato

In noi ora che non ci sei più.

 

Ora che il mio nome

È l’eco del tuo nome

Io mi siedo e scrivo

E scrivendo prego

Salvando l’anima dalla disperazione

Per ogni lontananza.

 

Maria Attanasio 
 

Luglio’93

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A
concordo con Tinti e Massimo.<br /> Dolcissima,commovente,nostalgica.<br /> anileda
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M
grazie tinti ,grazie massimo,presenti sempre nel mio cuore,maria
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M
Anche questa mi commuove, Maria, è un bellissimo omaggio d'amore e di consapevolezza. Siamo tutti eco di chi ci ha generato ed amato, e i nostri figli lo saranno di noi. Fino a quando ogni lontananza avrà termine.<br /> Almeno è quello in cui spero.<br /> Massimo
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T
E' poesia di commiato dolce,senza punte ne slabri :ripensare a ciò che ci è stato ,a volte inconsapevolmente, dato è un poco come far rinascere una parte di noi.Bella,mia cara<br /> Tinti
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