A Cristina e a Tinti
Il glicine e le rose
parole come perle
una solitudine che arriva da lontano
quando gli uomini sono già andati via
e le storie che si ripetono
nell’odore del caffè
sento perfino l’odore del tabacco
e disegno nell’aria i vostri volti
miracolo della mia speranza.
Gli addii e le assenze
la pioggia che batte sui vetri delle finestre
e poi il profumo di terra buona,
il volto un po’ scavato dalla fatica dei giorni
il corpo svelto di chi non conosce noia,
alba e tramonto nel petto a far da coro
ad una vita che vi sorprende ancora.
Voci amiche sul filo del telefono
lo so che le strade sono spesso in salita
e questa fitta al petto
la sentiamo tutte almeno una volta al giorno
per le cose non dette
e quelle già viste,grazie a voi
ora so che anche nel dolore
può esserci vita.
(eventuali riferimenti ai versi di
Cristina o Tinti sono voluti e
per questo mi scuso)
Maria Attanasio 6 Novembre ‘08