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3 luglio 2009 5 03 /07 /luglio /2009 00:09

E vivi così...
Sempiterna contesa
tra senno e cupidigia.
Amaro comprendersi,
amaro decidere
se lasciar dilagare le voglie
od il maturo ragionamento.

E vivi così,
sbattuto
come falsa retorica,
tra l'andare e venire
restare o ripartire.

Inefficace pensiero
quello del dire
e mai provare,
del vedere
e poi non ricordare.

Te ne vai perciò
così,
tra fuoco e fiamme
o in acque chete,
tra buio e luce vago,
deluso e insoddisfatto
come gola secca
d'insonne vampiro.


       Daniela    Procida

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2 luglio 2009 4 02 /07 /luglio /2009 10:17

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La Verità prima della Bellezza

 

 

Ricostruire chiese sì

Ora et labora

Nei secoli a perenne memoria

Di un dio che c’è ma non si vede

Magari si rigira nel suo letto dorato

Logorato dai troppi pensieri

Ricostruire case e scuole

Possibilmente non di calce viva

Impastata con le lacrime della gente

Dimenticata e rinchiusa

In luoghi comuni di tende e parole

E ci si sente così soli

Al buio delle camerate

E non dimenticate la costruzione

Del ponte che unisce le due rive

Di terre martoriate ma che si possono

Ancora spremere come arance e limoni

E vendere al miglior offerente

La nostra anima per un solo padrone

E poi si muore la sera

Affacciati ad un balcone mentre la vita

Ti passa accanto dimenticando

Di saltarti dentro e siamo tutti più sicuri

Sapendo che il nostro vicino è armato

Immaginando che nostro figlio tutto griffato

Sia felice del tempo che gli è stato servito

Su un piatto d’argento

Ma chissà poi che l’unica vera colpevole

Non sia la morte che fa il suo mestiere

Falciando dove il grano è più innocente

Tanto nessuno chiederà conto di niente

Che differenza fa nel conto della storia del Paese

Un centinaio di morti in più

Cosa importa la causa della morte se non si spiega il mistero

Possiamo continuare tutte le sere il nostro rosario

E guardare il mare il cielo le Dolomiti

E tutte le meraviglie del mondo sui libri

Di persona quelli che possono viaggiare

Possiamo avere tutto ricostruirci pezzo per pezzo

Solo la Verità in fondo è un lusso

Che non possiamo permetterci.

 

Maria Attanasio

 

 

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1 luglio 2009 3 01 /07 /luglio /2009 00:10

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Il reame reale

 

 

Anche gli amori più grandi finiscono

all’ombra della follia quotidiana

mentre sei lì che prendi il fresco della notte

ti scoppia la vita intorno

e cosa vuoi che sia morire in cielo

per qualcuno sei già quasi a destinazione

meglio che nel tuo letto di dolore

a farti di morfina per non disturbare.

Anche gli amori più grandi

si rassegnano agli umori del sesso

tanto cambiano i giochi e le puntate

qualcuno falsa le regole

me il risultato è più o meno

sempre lo stesso e poi fa caldo

e intanto intorno c’è chi si crede

sovrano anche del tuo respiro

e parla in prima persona di cose

che non sa nessuno;

prego domani uscite a fare spese

confortati da Tavor e altre pasticche

mettere insieme pranzo e cena

ora come allora è un dilemma

della vostra testa più che della pancia

e quelle scarpe così care

che la ragazza vuole perché le hanno già tutte le amiche

le comprerai con una dose giusta di ansiolitici,

che l’onestà non paga

siamo in pochi a saperlo la poesia serve anche

da specchio del reale

non solo a stabilire chi è

la più bella del reame.

 

Maria Attanasio

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29 giugno 2009 1 29 /06 /giugno /2009 00:13

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Tempesta

 

 

Che faccio,mi metto i tuoi vestiti addosso

E poi vado in giro per il mondo?

E cosa dico ai miei figli che il dolore

Rende folli a giorni alterni e che se ieri

Potevo danzarci con questo coltello nel cuore

Ora voglio solo estrarlo ed inondare con il mio sangue

Ogni strada ogni campo e concimarci gli orti

E paragonarlo al vento questo mio sangue

Sperando che soffi tempesta su quello che resta

Di questo giorno folle che non si chiude finestra né porta

Sul dolore e lascio che mi invada la casa

Che entri tutto nella mia testa poi in ogni cellula                                                                                          

Del mio corpo scomposto e ricomposto

Nel tuo nome senza nessun rancore

Per la vita che ancora mi corre nelle vene.

 

Maria Attanasio

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28 giugno 2009 7 28 /06 /giugno /2009 00:13

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Si muore

 

Si muore ogni giorno di troppa fame

all’inverso,si muore di indifferenza

sotto ad un lampione come gli ubriachi

un tempo a Parigi,mente Verlaine

inseguiva i suoi fantasmi ed io

vagavo nel cosmo prima di incontrare

gli occhi di mia madre e l’esempio

del suo dolore,ed il mio stesso stupore

nero su bianco nel pianto

del bambino senza tempo che sono stato

e sarò perché si muore per mancanza d’occasioni

di noia nelle giornate di pioggia e di sabato,dicono,

si muore di più,nel tentativo di sfuggire al tedio

del lungo fine settimana.

Si muore mentre intorno la vita fa lo stesso rumore

di sempre e per sempre e se non sei tu quello

che sta per morire,lo puoi anche accettare,

come accetti la maleducazione nelle corsie

di un qualunque ospedale sperando

che almeno sia bravo quel medico poco umano

o troppo uomo per farti davvero del bene

sfidando ad armi impari il tuo male;

si muore,ancora oggi d’amore per certi figli

che proprio non sai capire  e loro

hanno quasi sempre ragione perché sono il tempo in divenire

che tu hai sulla schiena minuto per minuto

giorno per giorno tutto al passato.

E chissà,amica dolce e fragile,

amore mio lontano e vicino che tocco con mano

che ne sento il respiro e tutti voi che dardi di parole

mi attraversate il cuore,

chissà che non ci sia concesso di morire

per il troppo ridere.

 

Maria Attanasio

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27 giugno 2009 6 27 /06 /giugno /2009 01:32
Guardiano



Riposa
in mare dentro
di segrete rotte
e inaccessibile
pensiero.


Tinti Baldini

Dalla silloge   "Segni"
Altromondo Editore  2009
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25 giugno 2009 4 25 /06 /giugno /2009 00:16

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Anima bambina

 

 

Ha bisogno di spazio anche l’anima

per mettersi a giocare a campana

come una bambina,

io col poco tempo che mi ritrovo

tra le mani

faccio un giro,

cambio oggi con domani

per sperare ancora

che il pianto si calmi,

che mi sia compagno

in questo gioco il tempo,

che mi aiuti nel salto.

 

 

Maria Attanasio

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23 giugno 2009 2 23 /06 /giugno /2009 08:06

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Certi angoli del cuore

 

 

 

 

Sono lenta a capire

forse è ingenuità

ed alla mia età non è un bene,

come non è bene

questo parlarsi addosso

e benedire,

questo cercare risposte

dove non  ci sono,

forse non è bene

giocare con le parole,

inventare caroselli

costruendo sulla sabbia castelli

che mai potrò abitare,

ma ci sono angoli del mio  cuore

che ancora devo conquistare.

 

Maria Attanasio

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20 giugno 2009 6 20 /06 /giugno /2009 16:01

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Perfetto dolore

 

 

 

Sarà perfetto questo dolore

carne della mia carne

minerale nelle mie ossa

calcare nell’acqua che consuma

stoviglie e bicchieri

 

sarà un dolore perfetto

ed il nero mi sta così bene

il fumo della sigaretta mi avvolge

e di gente intorno

non ne voglio più

 

perfetto dolore

come una gioia serena

tipica di chi non cerca la felicità

e non si allena il sorriso

per il miglior offerente

resta deciso nel suo essere paziente

disarmato  a  volte disarmante

in un perfetto dolore.

 

 

Maria Attanasio

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19 giugno 2009 5 19 /06 /giugno /2009 08:05

Nel mio nome

 

Sono nata l’11 Maggio del 1965 a Bagnoli,quartiere industriale di Napoli,in una clinica,la Clinica Flegrea,che oggi non esiste più,come non esiste più in questo quartiere l’Italsider come industria,ma solo come mostro di ferro e cemento in un’area che non si riesce a bonificare.

Terza figlia di una coppia tutto sommato male assortita,secondo tradizione avrei dovuto portare il nome della mia nonna materna,Maria Francesca.

Mio padre però aveva una zia molto cara,sorella di suo padre e figlia dell’uomo del quale lui porta ancora il nome,preferì quindi accontentare anche questa zia e fece mettere una virgola tra Maria e Francesca,in questo modo io sono stata chiamata Maria Attanasio in onore di questa mia prozia  con la quale in comune, come avevo ed ho anche il patronimico,con buona pace di mia madre che avrebbe voluto chiamarmi come la sua mamma.

Ma si sa che prima erano altri tempi,le donne avevano poche pretese e nemmeno soddisfatte.

Mia madre all’oscuro di tutto però,mi fece battezzare il 12 Giugno del 1965 come Maria Francesca,per cui nel mio certificato di battesimo,risulta il mio nome per intero come quello di mia nonna,ma questo certificato non mi è mai servito,al contrario di quello molto più burocratico , certificato di nascita,che ho dovuto richiedere spesso in questi  44 anni.

Spero di essere stata abbastanza chiara nel darvi,miei fedeli 4 o 5 lettori,notizie sull’origine del mio nome che tra l’altro a Napoli risulta molto comune,tanto che io stessa ho incontrato altre mie omonime,più giovani ma anche più vecchie di me.

È  il mio nome e non mi è mai piaciuto particolarmente,in verità,l’ho sempre trovato alquanto banale,ma sono io,con la mia storia comune di donna che ha scelto di vivere la maternità fino in fondo,di dedicarsi quindi completamente alla famiglia,scelta sofferta e pagata,ma non rimpianta.

Devo confessarvi però che ho sempre avuto un unico sogno:volevo scrivere e sto scrivendo.

 

Maria Attanasio

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Presentazione

  • : Blog di Maria Attanasio (di Napoli)
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