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31 marzo 2009 2 31 /03 /marzo /2009 00:14

Fin dove vado
Sempre fende il tempo
la solitudine mia artefice
in pause inevitabili.
Invece non fa male
ormai quella malinconia
lealmente subdola
nel ricucire spazi di vita
in diuturna nostalgia.
Solo un rimpianto lungo
lunghissimo fin dove vado io
digrigna d'avorio i denti bianchi forti
e ne rinnova ancora
l'incessante configgersi del morso.

 

Daniela Procida

 

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maria attanasio
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30 marzo 2009 1 30 /03 /marzo /2009 00:01

 

 

 

L’amore che ho dato

Quasi tutto rubato

All’amore perverso

Che ti prende allo stomaco

E ti cambia ma non sei diverso

L’odio l’invidia essere buoni

Egoisti e cattivi mettersi carponi

Di fronte ai padroni

E fuggire le parole che finiscono in- ismo

Per puro fatalismo

E fare figli a trent’anni

Perché a venti avevi altri impegni

Essere furbi essere attivi essere fedeli

Credere agli angeli ed anche ai diavoli

E tutto in un attimo il presente ed il passato

Se solo ci pensi non sei chi già sei stato

L’amore la vita la morte

Il pane il vino l’impegno la sorte

Un dio minore che non sente ragioni

Un dio dei pazzi che mi ruba le ambizioni

Gli amici gli amori le malattie

Le opinioni diverse le idiosincrasie

La paranoia l’ipocondria

La Toscana la Campania

E forse mai andrò in Lombardia

E le zanzare d’estate i grilli nelle campagne

I gatti e gli occhi di certe cagne

E gli occhi marroni di mia madre

La sua nobiltà e la mia malafede

Sono parole che durano poco

È un serioso gioco.

 

Maria Attanasio

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maria attanasio
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29 marzo 2009 7 29 /03 /marzo /2009 00:07

Culla

 

 

Se potessi

diverrei culla

di me stessa

ed in pace

m’accoglierei

amandomi.

 

Daniela Procida

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maria attanasio
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28 marzo 2009 6 28 /03 /marzo /2009 00:04

 

 

Sono qui

il cielo è un altrove

che posso solo immaginare

però ti sento,

respiro limpido sulle mie labbra,

vento leggero tra le mie braccia,

ombra che gioca con la luce

nella  mia stanza,

ti sento.

 

 

Maria Attanasio

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maria attanasio
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27 marzo 2009 5 27 /03 /marzo /2009 18:57

 

 

Fammi ritornare

Costola nel tuo fianco

A riposare.

 

 

Maria Attanasio

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maria attanasio
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27 marzo 2009 5 27 /03 /marzo /2009 17:27
Ringrazio tutti quelli che visitano ogni giorno il mio blog,e le mie figlie Alessandra e Francesca,che mi aiutano nella "gestione tecnica"data la mia totale incapacità .maria attanasio
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maria attanasio
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27 marzo 2009 5 27 /03 /marzo /2009 00:04

Ho lemmi articolati
Ho lemmi articolati
a pressare le labbra
pensieri poderosi
a premere sul fiato
ma sono solo accenni
perifrasi in brandelli
le mie ansie da poeta...
spiluccare infinito
d'imminenti fantasie
per elevarmi ad estro
darmi ascetici amplessi,
fra estasi e illusione
solo anonime parole.
Nondimeno senza forma
ancora scaglio verbi,
priva di suono e timbro
persa fra monotoni accenti
nulla, fra dialoghi falliti.

 

 

Daniela Procida

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maria attanasio
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26 marzo 2009 4 26 /03 /marzo /2009 08:09





Giochi in specchi d’acqua

 

Di

 

Maria Attanasio

 

 

 

Non è certo facile impresa per un profano come me commentare un libro, ancor più ardua se si tratta di poesie  in quanto la poesia è arte molto affine alla musica e al teatro ché dentro contiene un elemento non verbale ,emotivo forte che ,come ben sottolinea Maria in prefazione, ognuno vede, vive , sente a suo modo per stare bene, per provare piacere(perché piacere vero è quello che si prova ).

“Giochi in specchi d’acqua” è libro  di sangue, carne , ossa e anima, è stato partorito come un figlio,  accudito ed amato, redarguito e sognato, giocato e vezzeggiato, deliziosamente imprevedibile perché vero e autentico.

Maria pesca e fabbrica parole e metafore inusuali , affinate in un tumulto di scoperta trascinante come cascata , con uno stile mosso, libero ,scarno e ricco ad un tempo, originale , folgorante per aperture e chiuse, avvincente e mai scontato.

Ci consegna così tracce di vita vissuta come sogno e perdizione, bisogno e anelito rimpianto e costruzione , senza lasciarci quasi prender fiato . Sembrerebbe il suo poetare intimo , privato ma è invece ispirazione ricca e varia la sua che parte dalla esperienza per amplificarla ed arrivare a tocchi d’infinito, cristallini e puri come pietra di fonte e acqua sorgiva, che incantano (Eternità, Ancora voli , Stelle e altre ancora  …) In tutta la raccolta passano tante anime che lei contiene tutte e offre al mondo: quella del dolore  che pervade comunque i suoi versi , quella lama che sta nel petto sempre, quel velo che non è da sposa( 700 giorni, Alla morte, Belsan, Il fondo,

Piccola fiamma e tutte le poesie alla madre e a Daniela), anima che spera sempre  e sogna (  Da quando non ci sei, Le donne della mia famiglia, E poi…) anima di poeta (per quello che non si vede…) anima nostalgica in dolcezza (“Festa all’aperto che pare un quadro di Renoir..) anima  in amore e d’amore (Cuori migranti , Letto sfatto, Noi due, Primavera….) madre attenta e amorosa(L’origine del mondo…) donna con sguardo struggente sulla sua città (Il vento di qui) che  poi si solleva sul mondo in rovina senza scampo (La preghiera, Rose rosso sangue, Giramondo…), anima che si avvoltola e guarda dentro senza veli ,meravigliosamente schietta(Necrologio,Un’altra me,La vita che mi resta..)

E qui mi fermo; potrei annotare alcuni versi ,  direi centinaia ,  potrei elencare ancora e ancora ma estrapolare dalle poesie di Maria è farle un  torto, è togliere quella musica rap , è privare il lettore della sorpresa ,dello straniamento. La raccolta va letta di getto , sotto il gelsomino la sera , senza tempo e poi  riletta e poi ancora. Io vi ho condotto per mano in un mio percorso ma sono certa che molti , nel viaggio ,hanno abbandonato la mia mano seguendo altre strade , fiumi e valli , viottoli e scie d’onda, discese e salite ….e poi tutti ci troveremo insieme in quel luogo immaginario ma divino della poesia dove si mettono “in giro parole di fuoco di pietra piume e cristalli… come fossero messaggi imbottigliati”

Grazie Maria.

Tinti

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maria attanasio
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25 marzo 2009 3 25 /03 /marzo /2009 00:06

 

 

 

Di incomprensioni e attese

Di macchie sulla pelle

Poi ti verrò a cercare

E giorni buoni

E giorni da dimenticare

Donne incinte promesse di futuro

Calci in culo nervi a fior di pelle

E baci al volo

Giorni vuoti e notti senza stelle

E matrimoni falliti

Unioni senza patti

Prestiti di soldi e di tempo

A perdere come ombrelli

Come chili e amori

Perdita di vita spreco di sangue

Spazi temporali maniaci dell’igiene

Occhi di colore diverso

Amori bilingue e mal di denti

Pulizia del corpo come di una casa

Mani pulite e discorsi senza senso

Sul vero senso della vita

Notizie contrastanti sull’ultima razzia

Films alla televisione e mal di testa

Tra  noi c’è troppo tempo steso ad asciugare

Decisamente te ne vai

Sbattendo troppe porte

Giorni e notti e poi giorni ed ancora notti

Fiera delle vanità e dell’impazienza

Troppi anni troppi denti

Troppi amanti immaginari

Troppa impazienza.

 

Maria Attanasio

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maria attanasio
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24 marzo 2009 2 24 /03 /marzo /2009 00:05

Ladri di parole
Peccato sedare l'istinto
restar con le parole tronche
ed il bisogno prepotente
di comunicare

accasciate sul viso
risposte e domande

vorresti rubarle
ma nella voce interrotta
langue ogni respiro d'amore.

 

Daniela  Procida

 

 

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