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21 aprile 2009 2 21 /04 /aprile /2009 08:56

Essenze di ieri
Ricordo colei
che dal giardino usciva
carica di rose
come da pensiero all'altro
caldo
di soave umanità.
Tra le ribelli ciocche
qualche verde foglia
le prime speranze
ed il crine d'oro scuro
caduta a colorarle.
Canaglia e ingiusto
quanto mai
l'aduggiarsi mesto
d'odierno sorriso
che non emana più
le sue fragranze
all'aroma puro
del bianco gelsomino.



Daniela Procida

 

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maria attanasio
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20 aprile 2009 1 20 /04 /aprile /2009 14:42

Il senso del senso
Soltanto un rifugio,
voce lontana d'inchiostro
che parla silente
ma sparge del senso
il ruggito
che senso non ha.


Daniela Procida

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maria attanasio
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19 aprile 2009 7 19 /04 /aprile /2009 00:02

...

E cosa vuoi afferrare senza mani

Mangiare senza denti

E quella terra che amavi

E quel sole che non scioglie il gelo

E quella gola che non sente acqua

E quei figli che non hanno madre

Eppure escono indenni dalle macerie

E tutta quella gente che diventa popolo

Quando vuoi negargli l’istinto e la dignità

Quando prometti un futuro che non sai costruire

Se rifai gli errori del passato

E cosa vuoi afferrare con i tuoi artigli

Se giuri il falso sui figli

E sui morti non tuoi

E quanto puoi durare

Se la morte arriva per tutti

Con la stessa falce

Prima o poi.

 

 

Maria Attanasio

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maria attanasio
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18 aprile 2009 6 18 /04 /aprile /2009 00:06

Peregrinar di donna
Spargerò gli occhi
alla ricerca di un "te"
su quei rilievi e valli
mai esplorati,
troppo distanti le curve
i pendii montuosi
per riposare sguardi
languidi come sogni
all'alba dimenticati.
Sarò lo sbuffo netto
che mi porterà via
dall'afoso meridione
della mia tristezza,
da qui
o dalle ciglia lunghe
arcuate che amerai
accattivanti
di lento suadere.
Non le tue mani
a decidere
se correre e scaldarsi
sul mio incarnato,
viverne il contatto
come d'organo
si vivono i tasti,
non le nostre mani
disporranno di noi
né la paura di sbagliare,
di meno, l'inutile orgoglio
che a turno riduce al silenzio.
Ma un pensiero dentro
ventoso,
il bisogno d'un drappo
a proteggermi,
tempestosa, raminga
brama di compiermi.

Daniela Procida

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maria attanasio
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17 aprile 2009 5 17 /04 /aprile /2009 00:07

 

 

Non cambia il volo

del migratore in cielo,

anche se qui si gela

e la terra trema ancora

sotto le tende e dentro,

dentro quante lesioni

che nessuno indagherà,

nessuno chiuderà le crepe

dell’anima di chi

ha seppellito il figlio

ed il futuro,in cambio di un presente

di promesse ipotetiche,

di facili costumi

delle prostitute di corte.

Nessuno può veramente capire

il dolore dell’altro,

anche se a tavola

i gomiti si toccano,

la notte si uniscono i respiri

e non è amore,non è sesso,

è condivisione,sopportazione,

un’accontentarsi per non crollare

come il palazzo

di via XX  Settembre.

Qualcuno la notte sognerà

la vita di prima,

solo una settimana fa

e sembra un’altra esistenza;

questo si spera non sia materia

almeno una volta sola

di qualche oscena puntata

di Porta a Porta.

 

Maria Attanasio

 

13 Aprile 2009

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16 aprile 2009 4 16 /04 /aprile /2009 10:07

 

Gli occhi della donna che non conosco

piantati nella mia schiena

a settecento km di  distanza,

pugnali nel mio presente mi fanno capire poco

il futuro e quello che sarà

delle pietre al gelo della notte

della memoria dell’uomo

dischiusa a nuovo dolore;

 

se mai si troverà un colpevole

che abbia un volto e un nome

ed una pena proporzionata alla colpa

almeno stavolta.

 

Maria Attanasio

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15 aprile 2009 3 15 /04 /aprile /2009 00:06

 

 

 

Sai ,a volte ci sorprendono così

con le mani giunte

ed il volto contratto in una smorfia di dolore

e non sappiamo il nome la storia

di chi ci siede accanto  in autobus una mattina

qualunque della nostra vita,

e potremmo per fatalità morire insieme

oppure assistere dal finestrino

al ritorno di fiamma di un amore

fragile nei sedici anni vissuti appena,

potremmo guardare lo stesso albero perduto

nei fumi della città in fermento,

oppure rivolgere diversi occhi

allo stesso raggio di sole

che penetra le nuvole a Novembre,

e non sapere il nome mai

figurati il cognome di chi ci passa avanti

in qualche fila allo sportello della burocrazia

che in fondo ci vorrebbe tutti uguali

registrati in diversi codici fiscali.

 

Eppure io avrei voluto conoscerti

e toglierti la polvere dalla bocca

soffiarti sulle labbra

parole d’amore a scacciare il terrore

della tua notte senza fine.

 

Maria Attanasio

 

14 Aprile 2009

 

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14 aprile 2009 2 14 /04 /aprile /2009 17:21

 

"Le  promesse a capocchia mettono a posto la coscienza,e ,apparentemente placano gli animi.Credo, o spero, però che un maggior numero di persone ,quelle che hanno toccato lo sporco e il dolore con mano(vedi le famiglie Tyssen Torino che non mollano) sia più sensibilizzato agli abusi e alla"fregature" e talmente pieno di rabbia per le ingiustizie subite che non sarà facilmente strumentalizzato dalle promesse."Scrivilo,non ci faremo fregare dalla speculazioni.."scrive Saviano nel suo articolo di oggi su "Repubblica" e bisogna tutti ,crederci ed esser d'aiuto affinchè non ricapiti di nuovo ,utilizzando  i tipi di lotta pacifica ovviamente ,di controllo,di ulteriore sensibilizzazione che abbiamo.Ce ne siamo dimenticati da tempo ma sono quelli che ci hanno consentito di vivere in una democrazia ,un poco traballante ,ma democrazia ancora.

Grazie per la seria e profonda riflessione,appieno condivisa.
Tinti"

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maria attanasio
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14 aprile 2009 2 14 /04 /aprile /2009 00:03

 

 

 

In questi giorni di Passione,Morte e Resurrezione,l’Italia ed in modo particolare l’Abruzzo ,hanno davvero vissuto una Via Crucis,che per esperienza sappiamo bene,non durerà una sola settimana come tradizione insegna.

In questo caso la religione,la spiritualità,lo stesso credo personale del singolo individuo,non hanno nessuna importanza poiché il dolore è diverso comunque per ogni uomo.

Ogni uomo soffre da solo ed almeno una volta nella vita ognuno di noi vive la sua fine del mondo personale.

Penso intensamente a quei genitori costretti a sopravvivere ai loro figli,a quei nonni che hanno visto seppellire i nipoti ed il loro stesso futuro,anche quello solo immaginato attraverso i nipoti,in diretta televisiva,Venerdì scorso.

Venerdì di Passione secondo la liturgia cattolica,205 bare allineate,quelle bianche ,

piccole,appoggiate sulla bara più grande del genitore del quale hanno condiviso il destino.

Inutile stare qui a ricordare che il terremoto è una calamità naturale,qualche saggio illuminato sostiene addirittura che è il grido della natura che si ribella all’invasione dell’uomo,e potrebbe anche aver ragione,per quello che ne sappiamo,potrebbe per assurdo aver ragione chi crede che sia anche questo un avvertimento di Dio,in fondo anche questo è un mistero insondabile.

Inutile sottolineare la nostra solidarietà alla popolazione,la nostra volontà di fare qualcosa nel nostro piccolo,tutti possiamo fare un sms,lo facciamo anche per cause meno nobili,quello che io non sopporto e la supponenza del potere,dei politici che si lasciano andare alle lacrime approfittando

della situazione per farci notare che anche loro hanno se non un’anima almeno una coscienza civile,

e via con le promesse di aiuto come se fossero una concessione personale e non un dovere imprescindibile da tutto.

Quello che mi indigna è il Premier che dice “l’ho promesso davanti alle bare”,ma perché fare un giuramento del genere,promettere su quelle morti quel che deve fare per mandato popolare,perché è suo compito,sua missione e quello che è.

Mettere addirittura a disposizione le sue case sparse per il mondo,come se fosse facile lasciare la propria regione e andarsene che so,in America ,o spostarsi in Sardegna e poi ogni giorno tornare a lavorare all’Aquila,perché queste persone dovranno pur ricominciare a lavorare,ma forse il Premier

proporrà ad ogni italiano di buona volontà di adottare un abruzzese a distanza e noi lo faremo perché in fondo cosa ci costa?

Quello che mi fa male è questo continuo promettere senza aver prima constatato la reale entità del danno subìto dalla Regione Abruzzo,si procede per ipotesi,si promette un futuro che non si può prevedere per nessuno,ma perché?.

 

Maria Attanasio

 

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10 aprile 2009 5 10 /04 /aprile /2009 00:08

 

 

 

 

 

Passione.

 

 

Così solo riesci a sentire gli insulti del popolo

Che ti baciava le vesti solo un minuto fa.

 

Non  cambia l’espressione del tuo volto

La tua dolcezza si tinge di rosso sangue.

 

La tua carne lacerata gli sputi gli oltraggi

Eppure non piangi,non gridi resti in attesa.

 

Quante mani hanno toccato quanti occhi hanno visto

E le bocche parlato pianto e riso poi tutto è finito.

 

Il tempo è sospeso  oppure corre veloce

Quando anche tu ti sei arreso alla paura.

 

Hai invocato il Padre ti sei sentito abbandonato

Ed eri parte di un Dio.

 

Così solo perfino tu,figlio dell’uomo

Perché fosse gloria dell’uomo ogni goccia del tuo sangue.

 

 

 Maria Attanasio

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