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3 settembre 2009 4 03 /09 /settembre /2009 00:02

Robin H..

 

 

I ricchi a volte sono pingui

ed hanno la risata facile

il sorriso marchio registrato

e sanno bene sempre

chi è il miglior offerente.

I poveri hanno spesso gli occhi grandi

anche se non giurerei mai

sulla limpidezza del colore

perché cambia in base a come

viene il giorno

a dare o prendere dolore.

I ricchi hanno un piano

pronto per ogni situazione

non hanno in simpatia i benestanti

hanno sette sensi

a volte vedono pericoli inesistenti.

I poveri fanno massa sugli autobus

si contano con cura il resto

e allungano le file alle casse

nei supermercati come alle poste

si stanno antipatici anche tra loro

anche se si scambiano qualche “dritta”sicura

su come arrivare vivi e quasi sazi

a fine mese.

I ricchi spesso nascono ricchi

quindi spesso la loro è una ricchezza molle

quasi una malattia del sangue

che non ti uccide ma toglie la voglia di lavorare

di quel lavoro che genera sudorazione.

Ci sono ricchi che partono dal nulla

si arrampicano sugli specchi

sulle leggi sulle spalle degli altri

riconoscono i potenti dall’odore

e sanno leccare bene all’occasione

per cui basta a volte il sacrificio

di una sola generazione

per fare di un furbetto il faro della Nazione.

La povertà nella maggioranza dei casi è ereditaria

tipo quando al culmine della maturità

erediti la sognata casa,ma diroccata

o sposi un mutuo trentennale

che ti toglie il sonno

ma statisticamente l’80% della popolazione

ha almeno una casa di proprietà

quindi da qualche parte dello stivale

qualcuno ha una mia proprietà

non lo  sa  oppure non me lo fa sapere.

Si diventa a volte ricchi in un colpo solo

E si chiama di solito “botta di culo”,

anche poveri si può diventarlo all’improvviso

e sicuramente si pensa “me lo hanno messo in …”

Robin H. oggi non saprebbe cosa fare,

quale giornale leggere

quale Tg ascoltare e prendere per vero

ringrazierebbe Dio di avere una foresta

a sua disposizione

relegando ad altri ogni possibile soluzione.

 

Maria Attanasio

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maria attanasio
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2 settembre 2009 3 02 /09 /settembre /2009 00:02

...

 

Nessun luogo

 

 

Tu non lo sai ma l’anima

È come una camicia piena di buchi

E se non la rammendi

Continua la trama della stoffa

A sgranarsi

E quella trama è la tua vita

Ogni mattino come ogni sera

Una risata il sangue caldo che scorre dentro

L’offesa che ti rabbrividisce sulla pelle

Le parole che non trovi per dire

La forza che ti manca per fare

E te la trovi lì all’improvviso

Visibile sullo specchio

Nell’orbita dell’occhio più attento

Una nuova ruga come una strada

Che non porta in nessun luogo

Dove vorresti abitare

In questo momento che tutto sembra facile

Anche ricominciare

A fare il giro degli amori

Ad accarezzare i figli a mettere al sicuro

L’oro dei capelli nella cassaforte del cuore

Per non lasciarsi derubare dal tempo che passa

È tutta qui l’anima in questo momento

Che riesco a perdonare

E a perdonarmi.

 

Maria Attanasio

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maria attanasio
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1 settembre 2009 2 01 /09 /settembre /2009 00:02

 

Bianco Tinti  annata 2009

 

Mi piacerebbe coltivare un vitigno

e poi dare il tuo nome al vino nuovo,

immagino un vino bianco,

leggero e frizzante

da bere fresco in queste serate calde.

Potrebbe andare bene

anche come aperitivo

o per stordirci un po’ nel dopo cena ,

mentre tu fumi una sigaretta

ed io che ho smesso da tempo

seguo il filo azzurro

che si perde

nella notte che arriva.

 

Maria

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maria attanasio
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30 agosto 2009 7 30 /08 /agosto /2009 00:17

...

Quando finisce il pianto

 

 

 

 

Quando finisce il pianto

Non si spegne il dolore

Come le mani cercano

Nel vuoto delle assenze

I sensi aspettano la primavera

Per ritemprarsi

Perché la vita continua

Nella luce degli occhi

È un formicolio addosso

La voglia di vivere

Dopo la morte

Che pure ha strappato

Dalla mia carne

La parte di me più tenera

E dall’anima quella più buona.

 

M.A

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maria attanasio
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28 agosto 2009 5 28 /08 /agosto /2009 00:05

Vittime

 

Un Paese di vittime,

vittime della mafia

vittime del terrorismo

della camorra,del terremoto,

vittime del lavoro,della strada,

vittime della ‘ndrangheta,

dell’indifferenza, dell’oblio,

vittime dell’omertà.

Vittime delle stragi,Bologna,Ustica,

vittime sui treni,vittime del territorio,

dell’alcol ,della droga,della disoccupazione,

del clima che diventa tropicale,

vittime di un colpo di sonno,

vittime del dolore,della depressione,

vittime della disperazione,

vittime del silenzio,della microcriminalità.

Un Paese di vittime,

vittime del mondo globale

ancora vittime della fame,

ancora vittime del morbillo ,della dissenteria

della polio,del raffreddore

nell’altra parte del mondo,

oggi  vittime della nuova influenza,

vittime della Chiesa che rinnega la Scienza,

una Terra di vittime.

 

M.A.

 

 

 

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maria attanasio
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27 agosto 2009 4 27 /08 /agosto /2009 00:14

...

 

 

Prima che io fossi

 

 

Prima che io fossi

le stelle come fuochi

e pietra lavica

le mani a costruire

montagne e colline

per uomini senza fede.

 

Prima che io fossi

fiumi a scorrere e laghi a fermare

come lacrime sulle guance

di mia madre

prima di una stirpe

di dolore senza fondo

da sopportare .

 

Prima che io fossi

ogni amore era già stato

assoluto da morirci dentro

consumato a volte sprecato

e le preghiere delle donne

alle fontane

perché il giorno portasse

vento leggero e non tempesta

ed il respiro di un uomo

amante finalmente.

 

M.A

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maria attanasio
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25 agosto 2009 2 25 /08 /agosto /2009 00:11

Tra sacro e profano

 

 

Tra sacro e profano

tra cielo e terra

in mezzo al mare

in milioni di occhi

sulle labbra in un sorriso

nell’ultimo mattino di vacanza

o il primo di una nuova vita,

tu dimmi dove sei

stanotte butto all’aria tutte le stelle

come fossero una coperta

ma nel mio letto al caldo

Tu non ci sei.

Tra sacro e profano

tra Messe e sagre paesane

non costa niente sperare

né controllare il sangue versato

e quello ancora da versare,

se tu sei con me

quando mi siedo sotto il cielo

incendiato dal tramonto

come aspettando un segno divino

o soltanto un gesto umano

che mi riporti al presente

pronta in fondo come sono

a dare il resto di niente,

quel poco di felicità che merito

ed il perdono per aver sprecato

o sfruttato male i miei talenti.

Sai, ho seminato a grano tutti i campi

lontano dal mio ventre

oltre il mio sentire dentro e addosso

quell’antico stupore

di essere madre e figlia per sempre.

Ho buttato giù tutte le stelle stanotte

per dare aria al mio letto

ma tu non c’eri sotto le mie coperte

al caldo in attesa del mio “buongiorno”

o la ventata fresca del mio coraggio

per chiederti perdono per tutto questo benedire

credere senza lasciarsi andare

bagnarsi all’acqua delle fontane

con le stesse preghiere

riservate alle acquasantiere.

Se tu ci sei nella mia ombra

sei dove io sono,

nel mio seguire pigra il tempo

che si rigenera nei figli ancora,

che male faccio a credere

che tu mi possa baciare sul collo

con un tocco lieve.

 

 

10 AGOSTO 2009

(a mia madre che avrebbe

70 anni,oggi)

 

M.A

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maria attanasio
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24 agosto 2009 1 24 /08 /agosto /2009 00:22

Ti amerò nel rumore del sabato sera

Tra la folla del mercato

Quando non avrò scarpe né soldi

Con gli occhi gonfi di pianto

Con o senza un altro figlio

 

Ti amerò con i capelli bianchi

Pagine già lette e cattive notizie

Ghiaccio in fondo ad un bicchiere

Per il caldo dell’estate

Ed il freddo dell’inverno senza neve

Mediterraneo

Ti amerò con le mani piene di schiaffi

E le narici offese dagli odori forti

 

Ti amerò tra due fuochi

Con il sangue che imbratta il futuro

Con  la penna ed i fogli

Con le gambe stanche dal troppo camminare

Ti amerò cercando con te

Il confine tra cielo e mare

 

Ti amerò sospesa tra menzogna e verità

In mezzo ai campi a maggese

Intenzionata ad aspettare

Ti amerò per quello che non saprai mai dirmi

Ma io saprò capire

Perché il tempo è minatore

E mi scava dentro e solo tu lo puoi vedere.

 

Maria

 

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maria attanasio
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23 agosto 2009 7 23 /08 /agosto /2009 01:01

 

 

Nessuno

 

 

 

Nessuno alla porta

Nessuno che senta il dolore

Coi miei nervi

E le parole che corrono

Veloci sulla tastiera

Lasciano quello che trovano

Un vuoto o un mezzo pieno

Io che ascolto e sono nessuno

Tendo la mano al mondo

Ma il mondo continua il suo giro

Nessuno che chiama o mi sente

In questa notte che ho guardato

Il cielo ma non ho visto stelle.

 

M.A

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maria attanasio
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22 agosto 2009 6 22 /08 /agosto /2009 15:33


Maria,Alessandra ,Francesca e Sergio,augurano alla grande Beatrice Zanini alias Marbe,di stare presto bene.
Sottovento aspetta i tuoi commenti e ti vuole bene,ciao dolce.
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maria attanasio
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