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24 novembre 2010 3 24 /11 /novembre /2010 10:51

 

12a  settimana

 

 

 

Ho visto dio

Aveva i tuoi occhi buchi neri in divenire,

aveva le tue mani che tentavano di afferrare il nulla

che è tutto il tuo essere nel buio liquido in cui galleggi,

e fai smorfie che non distinguo

a tratti  sembra che ti addormenti

e fai giri su te stesso come per nascondere il sesso

perché sei maschio e femmina,

sei futuro e passato e quest’attimo presente

che ti fa vivo in questo stesso istante

in cui ti ho visto dio nell’uomo che sarai.

 

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Maria Attanasio di Napoli
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23 novembre 2010 2 23 /11 /novembre /2010 08:06

Il 23 Novembre 1980 in Irpinia la terrà tremò,erano le 19,35 di un domenica qualunque.

 

Una scossa di magnituodo 6.9 fece saltare i sismografi,attraversando l'Italia seminò terrore e morte.

 

Il Sud sprofonda,l'italia non è preparata ad una catastrofe del genere,la Protezione civile,non è stata ancora costituita.

 

L'epicentro del terremoto si localizza tra i comuni di  Teora,Castelnuovo di Conza e Conza dela Campania,ma si estende oltre paesi e citta limitrofe arrivando a Napoli , a Poggioreale in via Stadera crolla un palazzo uccidendo 52 persone.

Il ritardo nei soccorsi viene denunciato il 25 Novembre dal Presidente della Repubblica,che contro il parere di tutti gli altri

ministri di Governo,o quasi,volle recarsi sul luogo del disastro,i soccorsi arriveranno solo dopo 5 giorni.

Nel fratempo si scava con le mani e si fa affidamento sui volontari che sono arrivati da ogni parte d'Italia.

Quando finalmente arriveranno le scavatrici,le voci delle persone ancora vive sotto le macerie sono fievoli,troppo.

Solo pochi si salveranno.

 

Il mondo intero resta sconcertato da tanta distruzione e forse anche da tanta inettitudine del governo in carica,incominciano ad arrivare aiuti da tutto il mondo.

 

Alla fine si contano 2.914 morti,sono state coinvolte in modi diversi 6 milioni di persone.

 

La ricostruzione inizia anche con l'aiuto degli alleati stranieri,tra mille scandali e ruberie varie,questa ricostruzione continua ancora.

 

Mia madre,che era originaria di Ariano Irpino,soleva ripetere un proverbio molto popolare dalle sue parti spesso martoriate da caststrofi più o meno naturali "IL terremoto come le peste,chi spoglia e chi veste".

 

 

IN memoria delle vittime ,che sia perenne la vergogna di chi pur appartenendo di fatto e con i voti anche dell'Irpinia al governo allora in carica,non seppe essere all'altezza del suo ruolo costituzionale  ,il fatto che molti di loro siano passati a miglior vita ,non li scagiona .

La morte non corrisponde all'azzeramento delle colpe compiute in vita.

Se esiste il perdono è di Dio,è sua l'onnipotenza di questo sentimento,non nostra.

 

In memoria di mia Madre,che della sua terra aveva conservato la nostalgia e il dolore della lontananza,gli occhi dello stesso colore delle castagne di cui la campagrna Irpina è piena,e la speranza mai vinta della sua gente.

 

 

Maria Attanasio

 

 

 

Fonti di ricerca varie on web

 

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Maria Attanasio di Napoli
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22 novembre 2010 1 22 /11 /novembre /2010 08:05

 

Stamattina era una bella giornata di sole a Napoli,ho deciso di andare a salutare Daniela dove ora le sue spoglie riposano.

Lo avevo promesso a me stessa e a quell'angelo che voglio immaginare mentre mi posa la mano sul capo,durante la fase terribile dell'operazione che ho subito,quando l'epidurale a smesso di funzionare ed io ho sentito un dolore lancinante all'addome.

In realtà l'operazione era solo all'inizio,perché stavano posizionando il divaricatore ,ma io ho visto riflesso in quelle enormi luci circondare da acciaio tipiche delle sale operatorie non di ultima generazione credo,il mio intestino ed il mio utero ancora in loco,da questo poi ho dedotto che dovevano aver calcolato male i tempi e per questo il risveglio...

...ho avuto solo il tempo di pensare che da lì non uscivo viva e che se mai mi fossi sbagliata ,era la foto di Dani,quella che volevo vedere per prima,visto che di persona non avrei potuto,o forse sì ,se tutto fosse andato male...

Ora dopo 15 giorni di Clinica ed altrettanti di convalescenza,mi sentivo abbastanza bene per andare.

Avevo l'indirizzo ed ogni possibile indicazione che Pino,marito di Daniela,mi ha gentilmente fornito.

Ci sono arrivata,chiedendo ,camminando con un po' di affanno,ma poi era lì,la sua foto che la ritrae bella e sorridente,due occhi scuri e profondi,sereni.

Ora sono un po' più serena anch'io,le ho portato orchidee bianche come ad una sposa,le ho sussurrato,quelle parole che io vorrei fossero scritte sulla mia tomba,quando sarà il momento.

E poi le ho detto ciao,appena posso ritorno ,poetessa del mio cuore,vulcano mai spento di fuoco amico.

 

Maria Attanasio

 

 

PS:Grazie a Pino che mi ha concesso la possibilità di fare questa "visita"

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Maria Attanasio di Napoli
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20 novembre 2010 6 20 /11 /novembre /2010 03:07

 

 

 

Lei:Caro,scusa tieni tu domani il bambino visto che a scuola è festa,non capisco poi perché.visto che io domani devo lavorare tutta la giornata,

 

Lui:Ma cara dovrei consultare l'agenda dei miei impegni,lo sai che così su due piedi non ricordo nulla degli accordi già presi con i miei eventuali clienti...

 

Lei: Ma quale cazzo di agenda devi controllare ,se è una vita che non hai un lavoro che si possa definire tale e che se non fosse per me...

 

Lui:Ma dai!sempre a dire le stesse cose ,come se tu non sapessi quanto è difficile trovare lavoro con la mia laurea.

 

Lei:Ma porca miseria,ma solo un imbecille come te,e non nel senso di imbelle,poteva scegliere un corso di laurea del genere,per una disciplina che non serve a nessuna e che nemmeno potevi insegnare per quanto è stupida...

 

Lui:Guarda mia cara,ti faccio notare che la laurea in... ha un suo certo rilievo sul mercato del libero professionismo...

 

Lei: Col cazzo libero professionismo,forse alludi al fatto che tutti si servono liberamente di te senza mai darti un euro che fosse uno.

 

Lui:Ma tesoro mio caro,sai benissimo quanti e quali mestieri ho fatto per mantenermi agli studi,non nego certo che tu mi abbia aiutato e tanto,ma io ho fatto ogni genere di lavoro per non pesare

sulla mia famiglia.

 

Lei: E per forza ci hai messo dieci anni per dare 20 esami e fare una tesi che nemmeno i relatori ci hanno capito niente ,tanto che te l'hanno concessa per anzianità più che per merito...

 

Lui:Ti faccio notare che non siamo in casa nostra e questi discorsi potrebbero non interessare i nostri ospiti...

 

Gli Ospiti: No,no fate pure! Noi pensavamo che voi foste una coppia modello,sentirvi litigare un po' ci fa sentire meno reietti di quanto poi litighiamo tra di noi per alquanto banali.

 

Lei:Ma quale coppia moderna se mi tocca ancora dargli 50 euro a settimana per la benzina,e poi gli pago tutti i vizi perché lui senza i suoi sport preferiti si sentirebbe senza gambe,lo stronzo.

 

Lui:Cara ,non avrei mai creduto che tu pensassi queste cose di me.

 

Lei: e si capisce tu non pensi,ti lasci vivere e basta ,tanto ci sono io che ho preso il posto della tua mamma che pensava a tutto,la buonanima che vi ha cresciuto come se tutto vi fosse dovuto solo perché quella specie di padre che ti ha generato,non aveva nessun senso della famiglia ,come te del resto...

 

Lui:Cara ti faccio notare che mia madre è ancora viva...

 

Lei:Per forza è rimasta vedova nel fiore degli anni di uno che meglio perderlo che trovarlo,ed essendo,questo non lo ho mai negato una donna intelligente,ha creduto bene di rifarsi una vita senza la pietra al collo di un uomo,visto che aveva già provato e seppellito con molta teatralità l'uomo della sua inconsistente vita da donna ammogliata.

 

Lui:Cara stai facendo scempio di un ottima persona quale era

mio padre ,senza nemmeno il rispetto che si dovrebbe ai morti,se non si vuole dare ai vivi,e ti ricordo che non ha mai fatto mancare nulla alla sua famiglia.

 

Lei: E ti credo,nemmeno diceva in giro di avercela una famiglia,tanto gli faceva schifo sentirsi marito e padre e comunque mi hai stufato:il pupo lo tieni tu,tutta la giornata,l'hai voluto e goditela queta paternità tardiva quanto inopportuna e l'agenda buttala al cesso,per domani e per il futuro,mentre gli pulisci delicatamente il culo.

 

 

 

M&C.Altieri

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Maria Attanasio di Napoli
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19 novembre 2010 5 19 /11 /novembre /2010 08:19

Non mi e mai importato nulla di quello he gli alri pensavano di me.

Se pensavano qualcosa di buono ,allora c'era qualcosa di cui avevano bisogno.

Se pensavano qualcosa di male ,avevano le loro buone ragioni.

Il problema vero è che viviamo tutti su di una specie di palcoscenico e che lo si voglia o meno bisogna recitare.

Il vivere civile ci impone delle regole non è fine dire a certe person e quello che veranente pensiamo di loro.

Non è bello dire al proprio vicinio  di cucinarsi il cane ,per quanto da fastidio il suo perenne abbaiare a qualsiasi cosa si muova,ma non per questo pensiero mi sento in colpa,io amo gli animali,ma quelli liberi,che magari ululano tutta la notte alla Luna,ma un  loro scopo lo avranno,certo nessuno che gli apra la scatoletta degli ultimi croccantini multivitaminici.

Ho pensato spesso che da quando tendiamo ad umanizzare gli animali le vere bestie  siamo noi:

un animale non sgozza la figlia perchè si innamora di uno che non è della sua stessa religione,oppure uccide i figli perchè,poverino era tanto buono,ma da quando si era separato era un po' depresso ,tanto da meditare  di lasciare alla consorte  strazio e rimpianti,altro che alimenti.

Io penso che quando uno stronzo qualsiasi fa del  male gratuito vada punito e sono talmente poco diplomatico da pensare che la legge del taglione qualcosa di buono lo avesse.

E per quanto sangue è costata la nostra costituzione,penso che ci si sputi sopra con troppa facilità.

Io la mia recita non la voglio fare,voglio permettermi il lusso di dire qello che penso, allora se Califano chiede la legge Bacchelli,perchè si dice indigente e poi nega tutto,chissà quanto pagato dalla rete che lo ha ospitato ,io posso voler dire che questo paese mi fa schifo,alla Merini,che ha scritto cose molto più importanti per dare il sussidio le hanno fatto sudare   le 7 canoniche camice,e lei non andava in giro dicendo di aver sperperato miliardi,anzi mostrava con orgoglio il suo sorriso sdentato ed amava gli uomini per quello che ancora potevano dirle,sempre ammesso che lei avesse  voglia di ascoltare.

Questo è un Paese strano che vive ancora sulle sue macerie,che stanzia soldi per un teatro in un paesino di provincia e lascia crollare Pompei,sarà sempre così .

 

Non mi è mai importato nulla di quello che dicevano di me,e spero di morire di colpo senza dover chiedere niente a nessuno,perchè la bontà fa bene a chi la fa,non a chi la riceve e poi giusto un Amen e via ancora se possibile nel vento ,un vento che ululi così forte da non farmi sentire niente.

 

C.Altieri

 

ps.grazie a Maria per l'ospitalità

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Maria Attanasio di Napoli
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16 novembre 2010 2 16 /11 /novembre /2010 11:42

Capitano giorni in cui non si ha voglia di fare niente,nè si ha qualcosa di sensato da scrivere e così condividere.

oggi per me è uno di quei giorni,allora vi lascio con un'aforisma che a me piace  molto,poi domani se dio o chi per lui vuole è un altro giorno.maria

 

 

"il dubbio e la fiducia che hai nel prossimo,sono strettamente connessi con i dubbi e la fiducia che hai in te stesso"

 

                                                            K.Gibran

 

 

 

 

CIAO

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Maria Attanasio di Napoli
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15 novembre 2010 1 15 /11 /novembre /2010 12:34

 






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Sguscia canzone d'amore

Non ho toccato
la
porta ma
lei si
è aperta
piano piano
sgusciando
dai cardini
e poi la strada
e
sulla strada la gente
facce di
croce
e sorrisi di falce
ché siamo un
po' tutti uguali
di fronte al
dolore
che è fuori legge e colpisce
alle
spalle sempre
quasi le
scuote
come foglie appese
quando t'aspetti
tregua
mentre rovisti
bulloni
o scavi pozzi
quando friggi i porri
o l'ortica
mentre canti
d'amore
o rabberci stracci
e sotto un cielo
bucato di stelle
che potrebbe essere
anche mio
riprendo il ritmo
della mia antica corsa
ossa delle mie ossa
mi pompo sangue dal cuore
veloce e giovane ancora nelle vene
perchè ci
son giorni di gelo
e giorni buoni di neve
che mi fabbrico ricordi
con
le mie stesse mani
e allora si allontana
ogni piccolo dolore
anche per
poco
riesco a tirar fiato
dentro una canzone
d'amore.

 

 

Tinti Baldini & Maria Attanasio

 

 

 



 

 

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Maria Attanasio di Napoli
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13 novembre 2010 6 13 /11 /novembre /2010 11:30

...

 

Poeta Moderno

 

Il poeta sa che non può pascersi all'infinito nella sua solitudine

sa che è in atto una guerra di civiltà:Oriente ed Occidente

secoli fa si son combattuti con il ferro delle spade

prima o poi si userà qualche nuovissima arma

di distruzione di massa,questo il poeta nel suo giardino

di rose e spine di cardi e cipolline lo sa.

 

Il poeta sente entrare dalla sua finestra l'odore dolce del glicine

e ne immagina il colore senza affacciarsi

perché è distratto dai conti del droghiere,

sa che questo è il mese in cui si salda il conto

del riscaldamento invernale,che ci saranno abiti primaverili

da comprare,mettere via abiti pesanti e gli ombrelli(forse per questi meglio aspettare ancora),

il poeta sfoglia giornali e si lascia andare alle notizie

più crude per avere un sogno giusto da salvare,

sa che c'è una parte dell'umanità non ancora impazzita

il vero problema è trovarla.

 

Il poeta sa che ha vissuto già ¾ della sua vita nel bene e nel male

ricorda belle gite ed anche giornate da dimenticare

e tutte le poesie della scuola sa della polvere e

il buon odore che danno i libri,

il poeta sa che la realtà si scompone e ricompone

che sia presente o no al suo tempo,

sa che non potrà soffiare via la sua stessa cenere

che dovrà ripulire casa dagli odori dell'inverno

quando finalmente la primavera arriverà.

 

Il poeta sa la bontà del pane e del vino

sa che gli uomini di Chiesa non sono Dio,

impara a pregare e si fa un giro di valzer immaginario

con quell'amore che si è lasciato cantare

ma mai toccare in lenzuola morbide di bucato

odorose d'estate,ma è andata così ed il poeta ride

guardandosi quel buco che ha nel cuore

e non può fare a meno di pensare a chi è morto

prima del grigio tra i capelli ,ai tanti che han chiuso gli occhi

senza capire,sa dei carnefici,che la legge è uguale per gli altri

sa che giustizia e libertà sono parole,che molto spesso

il sangue degli eroi è stato versato invano ché eroi non si nasce,

chi di spada ferisce ,poi può fare quel che gli pare,

sa delle strade per l'inferno lastricate di buone intenzioni

il poeta sa che potrebbe mentire per un'ora di amore puro,

che ha paura ed occhi di nebbia quasi ogni notte.

 

Il poeta sa bene,non credete,che tutto è già stato scritto

ma l'anima no e continua a bussare sulle dita

stellate e senza stelle a volte,sa che dovrà morire,

dopo chissà quante parole e ne vuole essere ricoperto,

per un po' vuole ridere e sentirsi bambino. Maria Attanasio

 

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Maria Attanasio di Napoli
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11 novembre 2010 4 11 /11 /novembre /2010 07:57

 

 

 

 

Amore e grano

 

 

Vestiti nei miei occhi

di questi colori d'autunno,

lasciati circondare

da questo vento ancora caldo,

lasciati andare alla danza

al ritmo che ti senti ancora nel cuore,

come il dolore sai,

anche l'allegria poi passa.

 

Sentiti come me

amore e grano

pensati poi figlio e pane

sole al mondo

ma con le radici piantate

nella stessa terra

che è un altrove

che noi sappiamo bene

immaginare.

 

Maria Attanasio

 

 

 

A Tinti Baldini,cuore disteso sul mio cuore.

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Maria Attanasio di Napoli
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10 novembre 2010 3 10 /11 /novembre /2010 07:50

 

 

 

 

Se questo per voi è ancora un uomo

allora dovete curare la sua presunta follia,

non può essere trascurata nessuna prova

in nome della vostra ipocrisia

 

Se per voi questo è ancora un uomo

allora deve avere la possibilità

di farsi roccia e sabbia,

di cadere e rialzarsi

sporco della sua stessa rabbia.

 

Se questo per voi è ancora un uomo

le sue colpe vanno analizzate,

capite,poi giudicate,

se per voi è un uomo appartenente

ancora per suo destino di nascita

alla umana specie,

allora dovete metttervi nei suoi occhi,

con le sue mani toccare ,con i suoi piedi andare,

se per voi è ancora un uomo,

e poi condannare vita per vita

oppure mettetelo in una cella

e buttate via la chiave.

 

Maria Atttanasio

 

8/11/2010

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Maria Attanasio di Napoli
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