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12 luglio 2014 6 12 /07 /luglio /2014 10:33





Quanti stupidi a far gli amici
ci son toccati come le mani
in sorte,
mentre noi due camminando piano
ci siam riparati dal vento
da ogni punto arrivasse
come un impedimento
ad uscire nudi come appena nati.
E tu lo sai non saremo mai così puri
coi polmoni così estesi
ed il pianto così innocente
e tutti intorno che iniziano
a cercare somiglianze con chi non saremo mai.

Maria Attanasio (inedita)

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23 giugno 2014 1 23 /06 /giugno /2014 01:35

Premesso di essere la contraddizione
fatta persona (e come persona fatta anche un po’ male),
quello che mi piace ora
tra un paio di secoli potrebbe non piacermi più
ma questo non basta ad evitare una quasi lista,
almeno solo perla mia già traballante memoria.
Mi piace molto la musica possibilmente italiana
e preferisco la voce delle donne
anche quando stanno zitte ,mentre gli uomini cantano
lo stesso amore da più vite.
Negli ultimi tempi amo alla follia
leggere le poesie del premio Nobel polacco donna
Wislawa Szymborska (nome che scrivo ma non riuscirò mai a pronunciare),
scoperta molto prima che ne parlasse il buon Saviano
alla televisione ,scatenando l’interesse di molti.
Mi piace alternare libri insulsi e gialli pieni di sangue
ad altri còlti e confesso che a volte di questi
devo rileggere la stessa pagina più volte.
Mi piace la Teologia la ricerca di Dio
fuori dalle chiese, dentro mi incantano i dipinti
e le ragnatele ai soffitti.
Mi piace andare per mercati, tra la folla a volte
scompaio a me stessa.
Non mi piace amare da così lontano creature umane
in cui ho visto il divino, ma è nel mio destino.
Oppure così pago pegno a quel Dio
che sarà più clemente quando gli conterò
i miei peccati sulle dita di una mano sola.
Mi piace addormentarmi stremata dalla chimica di certi farmaci
che poi dovrò scontare prima o poi,
ma non potete sapere che senso di benessere
quando passo dall’ultimo pensiero
all’oblio più totale.
Lo pagherò tutto questo ed altro che mi piace
e forse ho già pagato.


Maria Attanasio Marzo 2012

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17 maggio 2014 6 17 /05 /maggio /2014 19:20

Tienimi così
come monetine in tasca
le perderai prima o poi
o comprerai un caffè
in un bar di periferia
senza me
e la mia malinconia.
Tienimi così
come le scarpe ai piedi
sarò con te
ovunque tu vada,
calpesterò vetro e pietre,
senza farmi male
e riderò quando le bagnerai
in riva al mare.
Tienimi qui con te
dove tu sei
come un mobile
un libro aperto
una sigaretta fumata a metà
come un cane
senza collare.
Tienimi qui
Come un libro aperto
che prima o poi
finirai di leggere
e magari ti sembrerà bello
come uno di quei libri che cambiano
la vita e magari
come spesso capita son di
Poesia.

Maria Attanasio Maggio 2014

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1 maggio 2014 4 01 /05 /maggio /2014 10:08

Nero come il lutto che porto nel cuore
Nero come il buco negli occhi di chi non vuol vedere
Come la bocca del lupo che si nutre di vite
Per averne una sua
Nero come i ricordi di quaranta anni fa
Che mi tornano in gola
E non chiedono perdono
Ma mi fanno più sola
Nero come la morte nera
Come la paura
La speranza disillusa
Come il bimbo dal ventre gonfio
Che sa già che i cinque anni della sua vita
Sono già tanto tempo e non lascerà traccia
Nero come le lacrime di una madre
Sul sudario di un figlio
Come te che mi hai dato un nome
E poi te lo sei ripreso
Perché non fosse tuo ogni mio sbaglio
Ogni delirio le carte fuori regola
Ed io senza alcuna forma
Per darmi tregua
Nero come il gatto che mi segue
Senza decidersi a tagliarmi la strada
Nero come l’amore che va e viene
Dimentica nomi e corpi
Ma non esce dal sangue
Nero come questo tempo
Che ho sperato nel sole
Ma oltre le nuvole nere
C’è l’innocenza la pace la gioia
Di chi aspetto ancora.

MARIA ATTANASIO 30 APRILE 2014

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26 aprile 2014 6 26 /04 /aprile /2014 22:00

Non mi ricorderà nessuno
Le mie lastre contro luce
Il fegato un po’ ingrossato
E sul cuore un velo
Passerà il mare
A cancellare le mie
Orme sul bagnasciuga
Ho amato il mio cane come un figlio
Ed il figli più del cane
Le parole le virgole
L’amore che ti cambia
La luce negli occhi
Ma sono stata solo di passaggio.

Maria Attanasio aprile 2014

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3 aprile 2014 4 03 /04 /aprile /2014 18:31

Una rosa dipinta sul muro
Ed un ragazzo che parte dalla periferia
In cerca di muri
Per la sua arte che è poesia e dolore
Anche per mano nel buio.
E così combatte l’insonnia
Che di notte e di giorno lo inghiotte.
Non tutti i muri son buoni
Quelli porosi non gli piacciono
Quelli delle scuole sono tutti già coperti
E sotto i ponti per ora ancora non va.
Ma stasera ha trovato questo muro
E nell’anima una rosa che a guardarla
Da vicino così ben dipinta sembra vera
Chissà forse non è solo una rosa
Omaggio alla bellezza della città
Un invito a riposare
A rifiorire come la stagione
Che viene lieve e piano
Sarà banale la poesia anche sui muri
Ma lui è cuore di burro
Che al sole si scioglie
E questa notte canta la sua vita
E la sua morte
Il nome della donna amata
Gridato a tutta voce nel suo cuore
Che contiene silenzioso
Il cuore di chi non l’ama.

Maria Attanasio

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1 aprile 2014 2 01 /04 /aprile /2014 23:51

Dimentico
Dimentico ogni tanto d’essere sola
basta inventarsi un tango con la scopa,
dimentico i baci, di pensare di sparare,
dimentico preghiere ed orazioni
a volte, ma non dimentico il pane
del perdono e della fame.
Dimentico chi ho vicino
ma non chi mi porto nel cuore,
dimentico le ingiurie ed odio le bestemmie,
dimentico passato e presente,
ma non il colore dei tuoi occhi
amore spurio .
Dimentico un padre
ma non il Padre,
anche se ho preso strade strette
sulle quali però non ho lasciato tracce.
Dimentico gli schiaffi di mia Madre
Ma nessuno dei suoi sorrisi
gli occhi suoi nelle mie orbite
ora siamo due contadine.
Dimentico le regole
ma poi offro cuore e mani
ed è Poesia.
Dimentico a comando persone
e brutti incontri.
Dimentico le luci accese
le scarpe i vestiti
li lascio nelle vetrine.
Dimentico le cose che leggo
poi me le ritrovo nei sogni.
Dimentico
così poi son costretta a ricordare
quelli che ho perso troppo presto
appena il tempo di offrirgli un po’ di cuore.

Maria Attanasio Marzo 2014

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1 aprile 2014 2 01 /04 /aprile /2014 23:48

Nessuna pietà
Perché ho sbagliato ancora
Con l’errore lì davanti
Che mi sembrava riflesso in uno specchio,
lo guardavo senza vederlo
parte di me forse migliore
di quella che aveva le risposte pronte
per domande inutili
anche per un Dio meno severo.
Nessuna pietà
Per chi ha lasciato che i figli
Crescessero come cuccioli per strada
Ma forse è stato meglio così
Che non avere voglia
Di trovare cose buone da dire
Col fiele in bocca
E un trucco in una mano
Per farli divertire
E non vedere sulla tua faccia sparire
Speranza di sorprese
Per un altro natale senza pretese.

Maria Attanasio

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1 aprile 2014 2 01 /04 /aprile /2014 23:45

Nessuna pietà
Perché ho sbagliato ancora
Con l’errore lì davanti
Che mi sembrava riflesso in uno specchio,
lo guardavo senza vederlo
parte di me forse migliore
di quella che aveva le risposte pronte
per domande inutili
anche per un Dio meno severo.
Nessuna pietà
Per chi ha lasciato che i figli
Crescessero come cuccioli per strada
Ma forse è stato meglio così
Che non avere voglia
Di trovare cose buone da dire
Col fiele in bocca
E un trucco in una mano
Per farli divertire
E non vedere sulla tua faccia sparire
Speranza di sorprese
Per un altro natale senza pretese.

Maria Attanasio

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24 marzo 2014 1 24 /03 /marzo /2014 13:14





Porta pazienza

E io si che so portar pazienza
io vengo da una generazione di donne
che vegliava intere notti
la nascita di un agnello,
che aspettava tessendo lana
il biondeggiare dei campi
per la mietitura ,
poi sacchi di grano sulla schiena
verso il mulino più vicino,
si mangiava quel che la natura
offriva lungo i sentieri.
Ed io sì che posso portare pazienza
se per loro il tempo passava troppo lento
cucendo lenzuola e tovaglie
per uomini che non meritavano
nemmeno il loro sputo
ma questo le mie donne non lo avevamo capito.
E giorni su notti a colorare le stagione
con l'inverno nemico di mani e piedi
piene di geloni, e le estati di mosche appiccicose
ma di notte si vedevano le lucciole brillare.
E figli che nascevano uno dopo l'altro
lavato il sangue, via nei campi a battezzare al vento
agli alberi e alle pietre ai frutti di quella stagione
il nuovo nato al sole e poi alla luna
perché un figlio a volte è l'unica moneta
meglio se maschio, si usava dire
ma la pazienza è femmina, non va alla guerra
volendo si può anche salvare.

Maria Attanasio.

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