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1 febbraio 2018 4 01 /02 /febbraio /2018 18:20

Ti porterò negli occhi e tu vedrai
foglie danzare nel vento all'improvviso,
cime che s'imbiancano
lepri che corrono più veloci
dello sparo del cacciatore;
vedrai rose sbocciare
in un giorno qualunque di Maggio,
il mio sangue palpitare nella vena
sul lato sinistro del mio collo.
Vedrai le figlie crescere e dimenticare
che il poco che sanno
non basta ancora
per sfidare il mondo;

 

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1 febbraio 2018 4 01 /02 /febbraio /2018 10:25

3

Cercano motivi, colpe, fanno pure le percentuali ,  cercano cavilli, tradimenti, parenti serpenti e lingue biforcute,  tare ereditarie, presunti disturbi mentali, lei invece sospetta che a volte i motivi per il quali finisce una relazione , spesso non sono altro che motivi del cazzo.

 

4

Se  da giovane una delusione amorosa ti aiuta a crescere, ti fa da esperienza anche positiva perché sicuramente impari qualcosa, dopo i cinquanta ci deve convivere, male.

Si piazza lì la delusione un po’ sullo stomaco un po’ su quel muscolo che ne ha già sopportate parecchie di delusioni ed ha tirato avanti più o meno indomito.

In genere si va avanti perché non si può fare altro a meno che non subentri qualche atto di autolesionismo ( ma diciamoci la verità chi merita tanto?), comunque con questo peso.

Uno ti ha detto che la delusione va elaborata come un lutto.

Un morto sta lì e tu sai dove, chi ti ha deluso fortunatamente vive , magari anche meglio di te.

L’elaborazione avviene lentamente, è snervante .

 

Ti hanno consigliato di fare solo quello che ti piace, e tu esegui.

Tendi a seguire i consigli di chi sa benissimo come comportarsi in situazioni che sono solo tue.

Non te ne fotte niente in realtà ma cosa ti costa in fondo fare per una volta quello che ti dicono di fare? E tu fai ed è peggio perché è come se sbagliassi per conto terzi.

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1 febbraio 2018 4 01 /02 /febbraio /2018 09:01

1

Più che una paranoica, sembri un reduce di guerra.

Uno di quei combattenti che parlano sempre della stessa cosa.

Di quello che gli è accaduto, di come hanno combattuto, in che modo sono riusciti a portare la pelle a casa.

Ecco tu hai riportato la pelle a casa e questo solo dovrebbe importare.

Cosa t’importa adesso di sapere com’ è cominciata questa guerra, chi ti è stato alleato, chi ti ha minato la casa, il cuore, che ti frega chi ti ha sparato addosso: hai riportato la pelle a casa.

2

Quando sente dicerie sul suo conto, quando le attribuiscono  cose che mai nemmeno si è sognata di fare, dopo un primo momento di rabbia, lei pensa :”ma come? Ero così strategicamente stronza ed hanno continuato a frequentarmi, a uscire con me, a mangiare con me, a prendere quello che lasciavo, a riciclare tutto quello che buttavo?  Ma io una stronza così  non l’avrei mai frequentata.”

da "La versione in glicine"

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31 gennaio 2018 3 31 /01 /gennaio /2018 16:59

Sabato mattina. Le previsioni del tempo non sono rassicuranti per chi come il signor Coso soffre irrimediabilmente il caldo, allora decide di andare al mare approfittando anche del fatto che oggi non lavora, le varie attività in cui diversifica le sue scarse attitudini al lavoro possono aspettare.

In realtà il signor Coso non ama il lavoro fisico ma il denaro sì, soprattutto quello facile.

Vivendo in una città in cui con molta ambizione e buone conoscenze puoi fare quello che ti pare, il signor Coso ha investito la sua capacità buffoncello da guappo di quartiere in alcuni affari non molto chiari ma che possono passare inosservati soprattutto perché il signor Coso sa usare le buone maniere.

 

 Il signor Coso è uno servile con i potenti e arrogante con i più deboli.

Solo che i più deboli spesso sono molto più intelligenti di quanto mai il signor Coso saprà essere furbo e lo prendono per il culo, soprattutto il dottore, suo carissimo amico.

Il dottore non vuole essere nominato, minaccia di denunciare l’autore che se ne fotterebbe delle minacce se avesse i soldi per pagarsi un avvocato.

Comunque vanno al mare il signor Coso, la moglie e il dottore che si crede un luminare, ma ha la stessa fama di un podologo di rione, anche se la sua specializzazione è la proctologia.

In verità è in qualità di proctologo che cura il signor Coso afflitto da qualche anno dalle emorroidi.

Vero è che il signor Coso considera anche la moglie una grossa emorroide ma per motivi che lui solo sa, preferisce tenersela come moglie piuttosto che buttarla fuori.

 

Al mare hanno un posto in prima fila come tutti i privilegiati che possono permettersi di stare sul bagnasciuga.

Si divertono molto, il signor Coso finge di non vedere lo scambio di sguardi continuo tra la moglie e il dottore che armato di macchina fotografica la ritrae in ogni possibile situazione, poi modificherà le foto come promesso alla signora che ci tiene molto ad apparire più bella e più giovane, ma non più intelligente.  

La giornata al mare prosegue come ogni altra giornata al mare tra sguardi languidi e nuotate e trippe sparse e cellulite  tarallucci e birra che a tutti e tre piacciono tanto.

Sorridono al pensiero che chiuderanno la serata con zeppole e panzarotti l’unico cibo che permette al loro cervello di interagire con il palato.

A sera il signor Coso penserà che il leggero mal di testa sia dovuto al sole sulla pelata, no di certo al nuovo cornetto che la signora Coso sta pensando di mettergli a futura memoria del fatto che tanti anni insieme, lasciano sempre un segno.

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30 gennaio 2018 2 30 /01 /gennaio /2018 17:53

Il signor Coso e famiglia

 

Il signor Coso è un po’ pingue, solo un poco.

Da anni lui si ostina a fare diete, a mangiare crudo perfino vegetariano ma i chili restano.

Il suo medico di fiducia che è pure un suo caro amico, gli dice spesso che con l’età è più difficile perdere peso, a volte impossibile, in realtà a lui basterebbe conservare il suo peso attuale, cosa sono in fondo 110 chili per uno che a stento arriva al metro e sessanta.

Sono altre le cose importanti, dice il suo medico di fiducia e carissimo amico, che pare molto più interessato alla moglie del signor Coso che pur non essendo più nel fiore degli anni, pare essere una che ci sta con tutti o quasi, che sempre buona cosa è quando si è bruttini e pelati come il dottore che tra le altre cose possiede una prostata ipertrofica che gli procura un’enuresi continua ed erezione scarsissima che  è più  che altro una speranza.

 

La famiglia Coso, oltre ai coniugi Coso e composta di un Coso figlio e un Coso figlia entrambi laureati con l’aiuto di papà che di suo ha un bel blocco di terza media e liceo scientifico comprato a suo tempo dal nonno Coso.

Siccome la famiglia Coso, non ama ostentare ricchezza, sono serviti e riveriti da una colf italiana che abita nel loro quartiere.

Teresa madre di cinque figli e sposa di una specie di fallito, aiuta la signora Coso a tenere in ordine specchiato la casa molto grande che il signor Coso è riuscito ad accaparrarsi per due soldi a un’asta.

Pare che l’inquilino precedente, per sopravvenuti disastri finanziari, non sia riuscito a pagare il mutuo.

Nell’abitazione della famiglia Coso, sono distribuiti in punti strategici corni e cornetti, ferri di cavallo e gobbi vari.

Il signor Coso pur non essendo particolarmente superstizioso è convinto che l’inquilino precedente sia ancora presente in qualche modo in casa, e che gli mandi accidenti.

 

Di sicuro quando s’incontrano per il quartiere quello, a mezza voce gli bestemmia i morti.

Alla prossima.                                                                                                           

 

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30 gennaio 2018 2 30 /01 /gennaio /2018 17:50

Dal vertice alla punta estrema,

attraverso ogni ventricolo,

di camera in camera,

in lungo e in largo,

in tutto il miocardio,

arteria per arteria

protetto dal pericardio,

nero di notte

rosso di sangue vivo

questo cuore è tuo.

 

 

 

 

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29 gennaio 2018 1 29 /01 /gennaio /2018 19:34

Quando ho letto per la prima volta il "Caligola" di Albert Camus, avevo poco più di vent'anni e nemmeno sospettavo che spesso il male arriva da chi sembra il più insospettabile.
Rileggerlo adesso mi ha fatto amare di più il personaggio che non nasconde la sua indole malvagia mai a nessuno.
Il personaggio storico, il Cesare Caligola, è molto simile al personaggio di Camus, molti critici pensano che in realtà l'autore volesse raccontare la meschinità e la malvagità di Hitler.
Il testo teatrale è stato scritto e riscritto in un arco di tempo che va dal 1937 al 1958, ed secondo me sempre attuale.
Caligola incapace di sopportare il dolore per la morte della sorella-amante Drusilla lo sublima nel male, nella sua capacità di fare del male, quella che era la sua cattiveria di ragazzo diviene malvagità.

Caligola tiene al bene del suo popolo e qualcosa di buono per favorirlo fa, è il suo stesso potere che odia e pur esercitandolo lo teme arriva ad odiarlo e non ha mire espansionistiche ,lui vuole la Luna.

Caligola mostra la sua malvagità in uguale misura sia ai Senatori che ai servi è come se l'autore attraverso le azioni del suo personaggio volesse dimostrare l'oscenità del potere in tutta la sua malvagità.
In ogni uomo è racchiuso un piccolo despota pronto ad esercitare il poco o tanto potere che ha.
Caligola però al contrario di tanti altri dittatori o piccoli despoti contemporanei possiede il dono della poesia, in lui c'è un'arte oratoria quasi vendicativa, dove non arriva con il veleno, i coltelli, lui arriva con l'oratoria, l'arte della parola si fa spada.

A me piace , pare sia vero l'episodio del cavallo Invictus nominato Senatore, tanto per far capire ai suoi senatori quello che pensava di loro.

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29 gennaio 2018 1 29 /01 /gennaio /2018 19:33

Il libro del mio giorno di prima,

quale sorpresa ma la voglia non arriva

di alzarsi e andare incontro alla mattina,

e poi la noia del pomeriggio

per il giorno completo ci vuole coraggio.

 

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29 gennaio 2018 1 29 /01 /gennaio /2018 19:31

Per quanto tardi tu possa rientrare,

Per quante birre io possa, nel frattempo, bere.

Mentre ti aspetto la stanza, si riempie di fumo

Ed io quasi non respiro, ma sono qui.

Per quante volte ti arrenderai,

io ce la farò,

per tutte le volte che non mi sentirai,

ti sentirò.

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29 gennaio 2018 1 29 /01 /gennaio /2018 19:30

Che poi siano o no

Sillabe fallaci

Lo deciderà chi apre un libro per perdersi.

E perdendosi ricominciare…

 

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