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1 novembre 2010 1 01 /11 /novembre /2010 00:06

L’Alieno

 

 

 

 

Salve, io sono l’Alieno, embrione sconosciuto non so se programmato, credo non voluto come ho sentito dire in giro.

Portato a spasso da questa  contenitrice, ha girato in lungo e in largo, non si è fatta mancare niente.

L’ho ben sentito il suo medico che le raccomandava di non esagerare, di non stancarsi, no, lei non si è stancata ha continuato la vita di sempre tanto benché fossi un imprevisto per il momento non ero ancora una malattia invalidante,ed allora via a lavorare fino all’ultimo giorno.

La contenitrice, ha preso tram, metropolitane affollate, mangiato piccante perché il suo stomaco non l’ha mai tradita, ha bevuto coca-cola, scopato come un riccio tanto io non esisto,almeno non ancora.

Ho il fondato sospetto che il mio presunto padre, non sia stato l’unico  partner  dei suoi esercizi ginnici, certo dopo  me ne veniva una sensazione buona,come di una pace che di sicuro lei  provava prima di me e la faceva stare per un po’zitta e buona ,sdraiata da qualche parte.

Una pace sincera come il cielo tranquillo dopo la pioggia, che è molto bello, come ho sentito dire dal posto in cui galleggio, in una sensazione continua di benessere e malessere che si alternano e che io capisco fino ad un certo punto, perché poi mi arrendo e smetto di seguire i discorsi di questi due che non sanno né quello che dicono, né quello che faranno quando io, a quel che ho capito, dovrò lasciare questo posto, che per quanto scomodo è l’unico che conosco.

 Infatti all’improvviso,mentre stavo dormendo nel sonno languido che mi avvolgeva,ho sentito un rumore come di ferri leggeri che si urtavano,ho dimenticato il sogno che stavo facendo,non so se il primo sogno oppure l’ultimo,poi uno strappo non violento,quasi dolce,leggero,qualcosa come una carezza,come una delle mie mani però ingigantita, con presa sicura mi ha strappato dal sogno,dal liquido mondo in cui stavo per i fatti miei così bene sospeso nel presente della contenitrice ed il futuro che inevitabilmente mi prendeva col suo carico di incognite.

In quell’attimo sospeso dello strappo ho gridato, gridato per la rabbia, per il bruciore che sentivo in quelli che poi avrei scoperto essere i polmoni, ho gridato per lo schiaffo su quello che adesso so essere il mio sedere,per la luce accecante.
Ho gridato e pianto per l’insensatezza di quel liquido nel quale mi buttavano così diverso da quello in cui per tanto tempo mi sono beato, dicevano che ero sano maschio e forte perfino bello, cose che non mi interessavano assolutamente e la contenitrice rideva e piangeva del suo sangue,diceva.

 Chi ti conosce,avrei voluto dirle,avessi mangiato meglio,forse non mi sentirei questo fuoco in posti del mio corpo che nemmeno conosco e questo battito così forte nel petto diverso dal tuo che pure mi ha cullato per  quello che poi dovrò chiamare tempo,che tutto mi darà per poi tutto riprendersi.

Continuano a ripetere che sono sano che presto il mio cuore andrà più lento e di questa qui tutta sudata che mi tiene in braccio deve essere contenta e pure questo qui con la faccia che sembra la mia deve essere contento, sarà il fecondatore.

Dovrò abituarmi all’idea che sono padre e madre,suppongo che ci siano altri come loro in giro a seminare sangue e chissà cosa altro visto che parlano di parenti ed amici da avvisare pronti ad essere felici e contenti.

Ho l’impressione che il fecondatore si guarda troppo intorno, e la contenitrice scuote ripetutamente la testa, quello tutto verde dice che si dovranno fare altri esami, boh!

Adesso che mi hanno svegliato ho fame e voglio, pretendo qualcosa di caldo e di buono, che sia dolce e non piccante, nutriente, mi sa che fuori dalla con tenitrice sarà  meglio che cresca alla svelta.

Quello che mi mettono in bocca ha un sapore strano, sa d’artificiale,di poco umano,non ha l’odore né il sapore della con tenitrice che aveva sempre un buon profumo addosso,come di donna a caccia

Diceva lei, che spesso era in giro a cercare prede .

 

Questo liquido lo ingoio perché mi viene naturale, spero di poterlo prendere a lungo, mi piace, soddisfa il mio palato senza incendiarlo.

C’è una che sta spiegando alla con tenitrice quello che deve fare per darmi il suo liquido,adesso sento che si chiama latte e che dovrebbe solo farmi bene,che nessun prodotto in commercio è altrettanto buono.

La con tenitrice che non vuole assolutamente allattarmi perché così il seno le si sciuperà, dice che nemmeno ci vuole provare ad attaccarmi al seno e che il latte in commercio andrà bene a me come è

Andato bene a tanti altri bambini e che costa in ogni caso meno di un’eventuale ricostruzione chirurgica del seno.

Allora sono un bambino, non un alieno ed in giro ci sono altri come me che si nutrono di quel latte che poco importa da dove viene,basta che ci faccia crescere.

Crescere per diventare come questi qua, suppongo.

Dovrò crescere per somigliare a loro e capirli finalmente, capire perché quello che credevo essere il fecondatore, piange ma non di gioia mi sembra e si passa la mano tra i radi capelli e dice che mai se lo sarebbe aspettato,ma che mi crescerà comunque come fossi suo,io che non sono nemmeno mio devo ,sembra,appartenere a qualcun altro che non sia solo la con tenitrice per giustificare e avvallare la mia presenza.

Io che penso certo, ma quel che penso è tutto in divenire e quando sarò come loro non ricorderò più niente e sarà un bene e un male, perché quando somiglierò anche solo un poco ad uno di questi due non avrò niente di buono da portare in giro.

La con tenitrice ho l’impressione che tenti una difesa, mentre guarda il filo che le porta un liquido in quello che credo sia il suo braccio, dice che è stata una storia così, una notte, una botta e via…,.

Che lei non credeva che quello fosse così stupido da non prendere precauzioni,o lei così stronza da non pensare nemmeno alla possibilità che bisognasse prenderle delle precauzioni,e poi lei alla sua età nemmeno pensava ad una gravidanza,echecazzo,con tanta gente che li voleva questi benedetti figli senza però riuscire ad averli e spendeva soldi e fiumi di lacrime,e si scomodava per viaggi della speranza ,perché qui non si poteva,viaggi che spesso si rivelavano inutili…doveva capitare proprio a lei.

Io forse dovrei sentirmi offeso.

Avevo capito più o meno di non essere stato desiderato, almeno non dalla con tenitrice,che parlava sempre di perdita della libertà e spese non previste e cambio di vita ed abitudini e problemi di lavoro e fame nel mondo e troppi cinesi in giro anche fuori dalla Cina.

A pensarci bene,non sono affatto offeso,ci mancherebbe,forse  solo un po’deluso.

Essendo io parte di un progetto più grande che si capisce solo stando a mollo in quel liquido,che questi qui chiamano amniotico, ho coscienza del progetto cui  partecipo(coscienza che purtroppo cari contenitrici e fecondatori poi si perde),cellula che incontra altra cellula e si moltiplica,destino caso sorte dio vuole che non sempre si sia attesi.

Ci tocca chi ci tocca ed a me è toccata questa che nemmeno è sicura del fecondatore, di chi non si è trattenuto come se il destino di una vita potesse essere trattenuto da uno spasmo controllato da questi qui che una volta cresciuti si perdono in lavori strani, a volte si amano ma non si perdonano.

Questi che mi somigliano e sono io tra quaranta anni, che hanno grand iprogetti, hanno parole, soddisfano bisogni inutili dominano il mondo e ne sono schiavi, s’illudono di poter non udire la vita che chiama altra vita.

A me in ogni modo stanno bene anche questi due cialtroni, questi due parassiti che si scambiano insulti e sorrisi, che mi frega, a pensarci bene sono stato fortunato,fossi germogliato in una con meno scrupoli di questa qui,adesso sarei condensato in qualche vasetto di crema antirughe,invece sono nato e la con tenitrice prima o poi mi  amerà,perché non può non amare la vita una che ha sempre detto di non avere altro che la sua stessa vita.

Il fecondatore, almeno quello che credevo essere il fecondatore, invece mi amerà perché ci stiamo scegliendo proprio adesso che io lo guardo senza vederlo e lui mi parla senza sapere quello che dice, lui mi amerà più di tutti, sono sicuro.

Io avrò un nome che questi due sceglieranno, e tremo solo al pensiero,avrò le mie braccia le mie gambe,la testa tutto quello che serve insomma a portare in giro la mia vita.

 

 

 

Maria Attanasio

 

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Maria Attanasio di Napoli
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commenti

tinti 11/01/2010 16:33


Bravo cuore!E' un racconto scritto benissimo tra l'ironico e il drammatico ,vero e concentrato. Anche quella è famiglia magari meglio di chi ha balia e piscina incorporata..chissà.....bacio
Tinti


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