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14 settembre 2011 3 14 /09 /settembre /2011 19:16

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Cari cantieristi, quando uno dei nostri amici poeti pubblica un libro siamo sempre orgogliosi di collocarlo nella nostra vetrina e di proporlo alla vostra attenzione. Immaginate la nostra gioia se questo autore si chiama Maria Attanasio e ci regala i suoi versi più intimi e veri, una silloge che esprime non soltanto tutto il valore artistico della sua poesia, ma la sua umanità e la sua stessa essenza di donna, di madre e di figlia. E’ un dono offerto con l’immediatezza, la sincerità ed il sentimento tipici della sua terra, ed è soprattutto una testimonianza d’amore che commuove e ci fa riflettere. Non aggiungo altro, lascio la parola alla nostra Tinti che qui di seguito ce ne fa una breve presentazione. Potrete trovare il volume a questo indirizzo  http://ilmiolibro.kataweb.it/schedalibro.asp?id=632184   e sono sicuro che non ve lo farete mancare.

Guardando a colpo d’occhio  la copertina della silloge di Maria, rossa con le scritte in bianco, e quella foto, mi sono detta che non c’era titolo migliore: quella bimba (Maria stessa) che quasi salta fuori dalla finestra è pane pulito di ieri nell’oggi, è curiosità mai paga, è vita… Non sarebbe stato male neanche Attanasio perché sono tutte quelle “a“ piene che fanno Maria, donna colma d’amore. Il prologo è  stato poi per me un ritrovarmi e ritrovarla perchè anche io sono sola e ancora viva  nonostante… ma ora non so raccontare mentre Maria sì, senza veli né orpelli, nuda e tersa d’acqua di fonte.  Poi passando ai versi non mi riesce di commentare alcune poesie e  lasciare altre ma solo di estrapolare, masticare e farvi sentire, magari in modo raffazzonato ma molto sentito quello che io ho provato leggendole. Quel sentirsi in guerra anche se il cuore è tenero di burro, immenso come la foresta, quell’ aver bisogno di schermirsi e difendersi, ”umana da morire” è l’essenza di tutto, mi appartiene e credo appartenga a molti di noi,  che con le parole in gioco cerchiamo di afferrare il senso del vivere. Le liriche alla madre amata e tenuta dentro  come una perla preziosa sono di grande spessore ma alcuni pensieri vanno oltre, prendono corpo mentre li scorri come ”sospetto che mi giri intorno folletto dispettoso …” di tal tenerezza da piangere. Quelle all’amore (anche se l’amore c’è in ogni verso di ogni poesia) come Al dio d’amore o Ancora amore sono fiumi in piena e traboccano di dolore, di bisogno di pace nel mondo e di dolcezza infinita, permeate spesso del bisogno intenso, quasi logorante di imparare a perdonare (che è l’unico modo di amare veramente) e di farsi riconoscere in carezze sul viso che cambia. Le persone care ancora qui con lei o quelle che se ne sono andate vengono viste  sempre con un tocco intimo e personale (Bea, Dani, Marcello, Tino, Claudio, Zilla), inaspettato a volte  come la poesia a Baldini (Tinti quindi) o alla mia stupenda Alice. Lei sente l’altro come se fosse dentro di lei  e fa suoi amori, sofferenze, lutti, gioie e desideri reconditi, tanto è grande il suo cuore. Mi manchi, Non si dimentica  e Oblio sono per me, per come ora mi sento, i versi che avrei voluto scrivere, sono uno sguardo oltre, pulito, sincero, incapace di fingere  con uno stile maturo, molto personale, fluente tanto da  liberare  l’immaginario: ”fatti da parte e lascia che passi il corteo del mio dolore….” . Molto avrei ancora da dire  ma le parole ora appartengono a Maria, sono il suo pane di Lorenza e vanno gustate, assaporate e macinate con cura senza perdere neanche un a capo perché solo così si diventa migliori: grazie cuore.

 

 

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Maria Attanasio di Napoli
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commenti

tinti 09/14/2011 22:33


Onore mio ,cuore.
tinti


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