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22 ottobre 2010 5 22 /10 /ottobre /2010 11:01

Ciao  a tutti,sono di nuovo qui anche se per un momento ho pensato di non farcela.forse perchè l'anestesista ha sbagliato le dosi dell'anestetico ed io mi sono svegliata sul più bello.giusto in tempo per vedere riflesso in quelle luci circondate dall'acciaio,il mio addome aperto e sentire un dolore indescrivibile e che nemmeno vorrei a questo punto descrivere a nessuno di voi con la speranza che non dobbiate mai subire tale inefficienza.

I medici(categoria che io non amo molto a parte la dott.che mi ha operato) ,dicono che può succedere,mai che ammettessero di aver sbagliato mai,l'anestesista io non l'ho  più visto e dire che l'avevo cercato per scusarmi delle grida di dolore e terrore che poi mi sono uscite.è venuta invece la sua assistente che ha acccettato le mie scuse,senza farmi le loro nè spiegarmi come può accadere che uno nel bel mezzo di una operazione così impegnativa si svegli per contemplarsi le budella.

Comunque dovrò cambiare stile di vita,vivere da malata per morire da sana.dato che come alimentazione mi han tolto tutto,perchè hanno il sospetto che ci sia uno squilibrio metabolico ed io che sono in carne senza essere proprio grassa dovrò diventare magra per favorire ,speriamo tra cento anni,il buon funzioamento della fornace che mi riporterà ad essere quella che ero all'inizio.

Mia madre direbbe:ma che  pagliaccia!.

 

Permettetemi di ringraziare la dottoressa che mi ha operato e sopportato R.S.

La grande Tinti,che nonostante viva un autunno pesante,mai mi ha fatto mancare la sua presenza e la vostra.

Ringrazio Elena,che ho sentito vicino(poi un giorno qualche scettico me lo dovrà spiegare come si può voler bene ad una persona mai conosciuta e sentirla vicina così come è stato).

Un ringraziamento speciale a Sergio,ora davvero credo che nulla possa dividerci,grazie per aver capito anche quello che non avevo la forza di dire nè chiedere.

 

Grazie ai miei 4  o 5 impavidi lettori,vi adotterei se non avessi già le iene per casa...

Grazie alle mie due sorelle soprattutto ad Hannibal.

Grazie Liana,che ti risplenda ogni giorno nel sorriso il mare che tanto ami.

 

 

Grazie ovunque siete,Lorenza,Daniela ,Silvietta,Beatrice...per un po' siete state con me.

 

Ora mi aspetta una lunga convalescenza,poi forse potrò dire di esserne fuori.

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Maria Attanasio di Napoli
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commenti

achille 10/24/2010 10:35


Maradona è meglie ‘e Pelè

Il calcio, almeno per i tifosi napoletani, perciò per gran parte della popolazione, non è soltanto un gioco, ma una vera e propria mania, a volte una malattia, in grado di esaltare la fantasia,
ringalluzzire l’orgoglio, suscitare passioni sfrenate e creare miti e rivalità che sfidano il tempo diventando leggenda, come quella tra Maradona e Pelè.
Il sommo Diego vivrà a lungo nella memoria collettiva dei napoletani, che non finiranno mai di ringraziarlo per aver riscattato l’onore ferito di una città, umiliata per decenni dallo strapotere
delle squadre del nord e per aver vinto due scudetti, impresa mai riuscita nemmeno ai tempi di Vinicio e del comandante Lauro o di Sivori ed Altafini.
“Meglio di Pelè, forse Gesù e qualche volta Dio”, lo definiva entusiasta Menotti, il commissario tecnico della nazionale argentina, una definizione che tutti i tifosi partenopei condividerebbero
entusiasti.
Due numeri 10 che condividono alla pari fama, celebrità planetaria e compleanno. Stesse origini povere, da favela e da barrio, uno nero l’altro indio, stessi soprannomi eclatanti, coniati da dotti
letterati e da gente comune. Due personaggi alle prese con la droga, Diego con la cocaina, Pelè con quella del figlio, un dramma comune che li fece abbracciare commossi davanti alle televisioni di
tutto il mondo, riconoscendosi nel dolore dell’altro; un attimo fuggente, prima di ritornare alla rivalità ed alla competizione.
Maradona amico del rivoluzionario Castro, Pelè in grado per una partita di attirare più fotografi del presidente degli Stati Uniti. A Diego i finanzieri hanno sequestrato l’orecchino per via delle
tasse evase, mentre a Pelè i ladri restituiscono l’auto rubata, appena lo hanno riconosciuto. Il primo si fa ritrarre senza problemi nudo tra le bolle di sapone, il secondo non esita a fare
pubblicità al Viagra.
A distanza di pochi giorni hanno festeggiato l’uno 70 anni, l’altro 50, ma sono destinati a vivere in eterno nella memoria di coloro che hanno avuto il raro privilegio di ammirare i loro
irresistibili dribbling.
Chi li ha ammirati allo stadio ha percepito la stessa emozione di chi ha visto lavorare a teatro Totò o Eduardo o ha ascoltato un concerto dei Beatles. Si può immaginare che un’eguale emozione la
possono aver provato coloro che hanno avuto la fortuna nei secoli scorsi di partecipare ad un’esibizione di Mozart bambino o recitare gli attori della compagnia di Shakespeare o, andando ancor più
a ritroso nel tempo, gli amanti di Cleopatra.
Chi dei due fuoriclasse è stato il migliore? Inutile chiederlo ai napoletani. Nessun dubbio a proposito: il pibe de oro surclasserebbe o Rei in qualsiasi inchiesta, come recita il famoso ritornello
cantato in maniera ossessiva allo stadio San Paolo: Maradona è meglie ‘e Pele, ci avimma fatto o mazzo tanto per lavè…
Un giudizio obiettivo però deve tenere conto di numerosi fattori, perché il calcio non è solo un repertorio di goal e di titoli di campione del mondo, ma anche e soprattutto un crogiuolo di
passioni e sentimenti, che si estrinsecano nel breve lasso di 90 minuti.
La classe potente del brasiliano, che incantava gli sportivi o la geniale perfezione tecnica dell’argentino, capace di portare al delirio la folla delle curve e delle tribune?
Pelè ha rappresentato non solo il prototipo del giocatore perfetto, ma anche l’apostolo della serietà e della correttezza, l’antitesi del fantasioso personaggio che ha trasformato il calcio in una
sorta di spettacolo circense e la sua vita in un romanzo avventuroso condito da talento ed eccessi, escort e polvere bianca, peccati e resurrezioni.
Tra i due modelli i napoletani hanno scelto senza incertezza, incoronando il pibe, numero 1 e dedicandogli addirittura un’edicola sacra nel centro della Napoli antica, che conserva una sua preziosa
reliquia: un capello, che ci permetterà tra mille anni di clonarlo e di avere di nuovo, per la gioia dei nostri discendenti il più grande giocatore di calcio di tutti i tempi.
Achille della Ragione


elena di Silvia 10/22/2010 22:24


CAra Maria, che gioia avere tue notizie! Che dire..., non è stata un'esperienza positiva la tua, ma certo si puo' dire STRAORDINARIA!! non oso pensarti sveglia nel mezzo dell'intervento, ma
sicuramente anche questa potrai metterla nella tua grandiosa valigia di esperienza ed un giorno, magari, raccontarla e facendo ridere a crepapelle i tuoi futuri nipotini!! ne sono sicura. anche io
mi sono sentita molto vicina a te, e mi sento legata come se ti conoscessi da tanto tempo. Spero che la tua convalescenza dia buoni frutti, per ora ti auguro tanto buon riposo!! un abbraccio
fortissimo e ti porto, come sempre, nel mio cuore. A presto. elena di Silvia.


tinti 10/22/2010 21:43


GRAZIE a te, sopravvisuta e in piena verve!Tuo cuore.
Tinti


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