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26 aprile 2009 7 26 /04 /aprile /2009 00:12

 

 

 Con le scarpe piene di vento

la sabbia della terra che fu

ti è rimasta in tasca,

il rumore del mare che promette burrasca

e tu ancora non lo sai se questa barca

arriverà mai e dove deve arrivare.

Ti gira il passato negli occhi

e nel sangue ti scorre la paura

per quello che hai visto

e ti risuona in testa quell’unico pensiero

come il ritornello di un canto assurdo,

ti rimbomba nel cervello

tra le onde un po’ grosse e lo sgomento

d’essere un uomo che si sta perdendo:

“nessuno mai dovrebbe essere costretto

a lasciare il suo paese,la sua gente…

 

…e non si avvista ancora terra.

 

Maria Attanasio

25/Aprile '09

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maria attanasio
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commenti

aurelia Tieghi 04/28/2009 22:31

bellissima poesia, anch'io vorrei avvistare la terra... Ciao, Maria.
aurelia

Massimo 04/28/2009 00:06

E' la metafora di tutte le traversate. Siamo tutti migranti, impauriti e soli, in viaggio verso un approdo ignoto. E non si avvista ancora terra.
Massimo

Glò 04/27/2009 07:48

Un messaggio forte (quasi struggente): ogni uomo quando perde la propria terra sotto i piedi avverte l'assoluto nella sua insicurezza...

Grazie, un abbraccio

Glò

tinti 04/26/2009 10:59

"nessuno mai dovrebbe essere costretto a lasciare la sua terra!"Grazie Maria sempre ,occhi grandi che guardano oltre...
Tinti

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