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15 aprile 2009 3 15 /04 /aprile /2009 00:06

 

 

 

Sai ,a volte ci sorprendono così

con le mani giunte

ed il volto contratto in una smorfia di dolore

e non sappiamo il nome la storia

di chi ci siede accanto  in autobus una mattina

qualunque della nostra vita,

e potremmo per fatalità morire insieme

oppure assistere dal finestrino

al ritorno di fiamma di un amore

fragile nei sedici anni vissuti appena,

potremmo guardare lo stesso albero perduto

nei fumi della città in fermento,

oppure rivolgere diversi occhi

allo stesso raggio di sole

che penetra le nuvole a Novembre,

e non sapere il nome mai

figurati il cognome di chi ci passa avanti

in qualche fila allo sportello della burocrazia

che in fondo ci vorrebbe tutti uguali

registrati in diversi codici fiscali.

 

Eppure io avrei voluto conoscerti

e toglierti la polvere dalla bocca

soffiarti sulle labbra

parole d’amore a scacciare il terrore

della tua notte senza fine.

 

Maria Attanasio

 

14 Aprile 2009

 

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maria attanasio
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commenti

Massimo 04/17/2009 19:43

Siamo distratti compagni di viaggio che un destino misterioso a volte unisce in una comune tragica sorte. Bellissimo questo finale, è la "compassione" nel senso più alto del termine. Brava come sempre, Maria
Massimo

roby 04/16/2009 20:42

seducente la figura della chiusura,soffiare sulle labbra le parole escacciare il terrore di notti insonni, siamo tutti su questa terra e siamo tutti estranei ...
complimenti

cristina bove 04/16/2009 00:04

assolutamente con Tinti.
e la tua è Poesia.

tinti 04/15/2009 08:28

Davvero,dal treno, accanto al bar,quando qualcuno ti tocca innavvertitamente per strada,a volte basta un profumo o uno sguardo..La chiusa è bellissima.Ciao
Tinti

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